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Altare sacrificale scoperto alle falde del Monte Caggio, l’ultimo ritrovamento di Archeonervia

La descrizione del gruppo autonomo di ricerche archeologiche di superficie

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Ventimiglia. Un altare sacrificale alle pendici del Monte Caggio. A scoprirlo è il team di appassionati archeologi Archeonervia che così ha descritto l’ultimo dei ritrovamenti compiuti dal gruppo autonomo di ricerche archeologiche di superficie.

«Tra gli oltre 50 reperti archeologici amovibili scoperti nel corso degli anni nei boschi dell’entroterra dell’estremo Ponente Ligure che in un paese normale dovrebbero trovarsi esposti nelle sale di un museo che raccoglie le testimonianze delle origini della nostra civiltà, colpisce un altare sacrificale con di fronte un sedile in pietra scoperto su un balcone naturale alle falde del Monte Caggio, in posizione dominante uno scenario di grande respiro che si perde sul mare.

Ulteriore prova che i nostri lontani progenitori, sapevano cogliere l’essenza divina dalla natura, sensibilità che in noi umani del ventunesimo secolo si è molto annebbiata.

L’altare ricavato da un’enorme masso di arenaria quarzifera modellato a forma ellittica, si distingue per avere una struttura architettonica molto elaborata e più evoluta rispetto alle altre decine di altari sacrificali scoperti tra i boschi dell’entroterra. Misura cm. 125X59 per cm. 72. di altezza e si presenta sulla parte frontale con uno scalino modellato a mezzaluna di cm. 25 di altezza con una profondità massima di cm.23 mentre la superficie sulla quale veniva compiuto il sacrificio misura cm. 92X59.

Dimensioni che lasciano intuire che gli animali sacrificati erano caprovini e maiali. Una scanalatura al centro della superficie dell’altare realizzata mediante il raschiamento ripetuto di una punta litica aveva funzione di canalizzare il sangue delle vittime al suolo a beneficio della Terra Madre, la grande nutrice , l’eterna partoriente. A fronte dell’altare è presente un sedile in pietra realizzato con un masso a superficie piana con dietro in appoggio infissa al suolo una lastra di arenaria a pianta rettangolare. Un sedile con schienale dove sedeva il sacerdote astronomo che presiedeva al sacrificio».

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