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Il caso

Ventimiglia, è già accusato di tentata violenza sessuale l’algerino che ha aggredito tre agenti

Zied Yakoubi, noto alle cronache per il 'caso Alena'

Zied Yakoubi

Ventimiglia. E’ Zied Yakoubi, l’algerino di 33 anni già noto alla cronaca per la tentata violenza sessuale su una studentessa tedesca, di origini russe, Alena Sudokova, in vacanza a Sanremo, lo straniero che intorno alle 20 di sabato scorso ha aggredito e minacciato tre agenti di polizia che, nei pressi della stazione ferroviaria di Ventimiglia, gli si erano avvicinati chiedendogli i documenti.

Quando gli agenti, non senza difficoltà, sono riusciti a farlo salire sull’auto di servizio, Zied ha tentato di dare testate all’auto e agli operatori, che ha anche minacciato, urlando: «Vi ammazzo, poliziotti di merda, vi ammazzo» e nel tragitto in macchina ha continuato a sferrare calci e pugni contro l’abitacolo. E non è tutto. Negli uffici del commissariato, il 33enne ha proseguito a urlare e agitarsi, mantenendo un fare minaccioso e violento che è sfociato infine in un raptus aggressivo contro i tre poliziotti che stavano cercando di procedere ai rilievi foto dattiloscopici, procurando loro lesioni variamente refertate (frattura del polso, contusione della spalla e del gomito).

Yakoubi ha proseguito in ospedale, dove gli agenti lo hanno portato visto lo stato di ebbrezza. Qui ha insultato il personale sanitario, ingiuriando in particolare l’infermiera e la dottoressa: «Sei un troia, non toccarmi puttana». L’algerino si è tranquillizzato solo dopo iniezioni di sedativi.

Il prossimo 4 febbraio, l’algerino dovrà comparire davanti ai giudici del Tribunale di Imperia per l’inizio del processo a suo carico che lo vede accusato di tentata violenza sessuale, lesioni colpose e spaccio di stupefacenti. L’uomo si è sempre professato innocente, dichiarando più volte di non aver mai voluto far del male alla giovane Alena, rimasta gravemente ferita dopo una caduta dal precipizio di Capo Nero, al confine tra Ospedaletti e Sanremo.

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