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Sanremo, gli alunni della scuola elementare Asquasciati visitano la caserma dei carabinieri foto

I bambini hanno potuto conoscere il carabiniere ed il suo servizio svolto quotidianamente per la collettività

Sanremo. La diffusione del principio della legalità tra i più giovani è fondamentale per la prevenzione dei fenomeni delittuosi di ogni genere. Perseguendo tale obiettivo, l’arma dei carabinieri svolge incontri periodici nelle scuole primarie e secondarie, proponendo una campagna di prevenzione dei fenomeni quali bullismo, cyberbullismo, uso di sostanze stupefacenti e alcoliche che, purtroppo, riguardano con sempre maggiore frequenza anche gli infra-quattordicenni.

In tale ottica, ieri mattina, il comandante della stazione carabinieri di Arma di Taggia, luogotenente Mauro Felice Rinaldi unitamente al proprio personale, ha fatto visita ai 55 alunni delle 2^ dell’istituto Comprensivo “Ruffini” di Taggia, focalizzando l’attenzione sui fenomeni del bullismo e del cyberbullismo, spiegandone le cause, le conseguenze e le possibili soluzioni, evidenziando come non solo la vittima, ma soprattutto i membri della classe – che sanno ma non dicono o non reagiscono – giochino un ruolo fondamentale nel contrasto del fenomeno.

Il principio di fondo è: il bullo, senza il consenso della classe, senza le risate che fanno da colonna sonora ai suoi gesti, smetterà di fare il bullo. Nel contempo, gli alunni della quinta A della scuola elementare “Asquasciati” di Sanremo hanno svolto una visita guidata presso la caserma di Sanremo dove, attraverso l’illustrazione delle tecnologie in dotazione alle “Gazzelle” e la visita agli uffici adibiti al foto-segnalamento ed alla centrale operativa, i bambini hanno potuto conoscere il carabiniere ed il suo servizio svolto quotidianamente per la collettività.

L’incontro si è concluso con le raccomandazione dell’Arma sui fenomeni particolarmente sentiti nell’ambito scolaresco, quale il bullismo, cyberbullismo ed i rischi che si possono incontrare in “rete” e con l’utilizzo dei social network.

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