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Riva Ligure, nel 2019 rilasciate 388 Carte d’Identità elettroniche. Giuffra: «Boom evidente in un anno»

«I cittadini possono esprimersi sulla donazione di organi e tessuti»

Riva Ligure. Da un anno, il Comune di Riva Ligure sta rilasciando la Carta di Identità Elettronica. Il nuovo documento è andato a sostituire la versione cartacea che non verrà più emessa.

La procedura non è immediata e per ottenerlo ci si può recare tutte le mattine durante l’orario di apertura dell’Ufficio Demografico, oppure telefonando al numero 0184.482033 per avere appuntamento nei pomeriggi di martedì e giovedì. L’utente deve sobbarcarsi un costo di 25 euro che vanno versati direttamente allo sportello, oltre a fornire una fotografia a colori recente unitamente alla vecchia Carta di Identità scaduta od alla denuncia di smarrimento della stessa.

Nel 2019, sono state emesse ben 388 carte. Ad accedere al nuovo servizio, sono stati 223 maschi di cui 46 minorenni e 165 femmine di cui 37 non hanno ancora raggiunto la maggiore età.

«Il boom di Carte d’Identità elettroniche rilasciate è evidente – spiega il sindaco Giorgio Giuffra -, ma, nonostante la nuova procedura comporti tempi di attesa più lunghi in considerazione anche della maggior complessità rispetto alla versione cartacea, non sono stati riscontrati particolari disservizi». «Ci complimentiamo – prosegue – con gli impiegati dell’ufficio anagrafe per essersi attivati autonomamente ed in modo efficiente, ma anche per la disponibilità e professionalità che dimostrano quotidianamente, operando con generosa collaborazione nei confronti dei cittadini e della pubblica amministrazione».

Il nuovo documento elettronico offre la possibilità di esprimersi sulla donazione di organi e tessuti. Il vero strumento alla base della “svolta” è il S.I.T., cioè il Sistema Informativo Trapianti, un registro informatico nazionale situato presso il Centro Nazionale Trapianti, consultabile “h 24” dagli operatori autorizzati dei Centri Regionali Trapianti dopo la comunicazione del decesso ai familiari di un possibile donatore.

«Sono gli stessi dipendenti dell’anagrafe comunale, con pochi click, ad aggiornare il registro quando un cittadino maggiorenne esprime di fronte a loro la propria volontà, al momento del rilascio/rinnovo della propria carta d’identità. I cittadini possono scegliere se dare o non dare la loro indicazione in merito alla donazione, e se sì, possono scegliere se dichiararsi favorevoli o contrari, riservandosi poi il diritto di cambiare opinione. – spiega Giuffra – La dichiarazione di volontà non ha una “scadenza” ma è sempre ed in qualsiasi momento modificabile da favorevole in contraria e viceversa. E’ possibile dunque cambiare idea, l’importante è che il cambio avvenga con un atto di uguale valore formale. Di fronte a più atti validi, cioè ad atti scritti riportanti il nome, la data e la firma del cittadino, la legge indica che sarà sempre considerato come valido l’ultimo disponibile in ordine temporale».

Nel primo anno di attivazione della nuova procedura, si è pronunciato favorevolmente alla donazione degli organi e dei tessuti il 28% dell’utenza, negativamente il 15% e non si è espresso il 57%.

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