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Criminalità organizzata in Liguria, la Dia conferma presenza cosche nell’Imperiese

Riconosciuta l'autonomia operativa del "sottogruppo di Bordighera"

Imperia. “La provincia di Imperia risente delle proiezioni delle cosche reggine Santaiti – Gioffrè, Gallico, Piromalli, Mazzaferro, Alvaro e Pelle che fanno capo al locale di Ventimiglia”. E’ quanto scritto nero su bianco nella relazione semestrale del Ministro dell’Interno al Parlamento sulla attività svolta e i risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa Antimafia nei primi sei mesi del 2019.

Oltre al “locale di Ventimiglia“, la cui presenza è stata confermata dal processo-bis presso la Corte di Appello di Genova relativo all’indagine dei carabinieri “La Svolta”, volta a scandagliare la presenza della ‘ndrangheta nell’estremo ponente ligure, nella relazione viene sottolineata la presenza del cosiddetto “sottogruppo di Bordighera“, “riconducibile – si legge nel documento – alla famiglia Barilaro – Pellegrino, proiezione della cosca “Santaiti – Gioffrè di Seminara (RC), i cui elementi di vertice sono stati colpiti da pesanti condanne nell’ambito delle inchieste “La Svolta” e “Maglio 3″, entrambe pendenti presso la Corte di Cassazione”.

Nella relazione viene inoltre sottolineata “l’autonomia operativa riconosciuta alla cellula criminale bordigotta – in assoluta antitesi rispetto al mimetismo adottato dalla struttura principale facente capo ai Marcianò”. In pratica, il sottogruppo di Bordighera, agirebbe con un modus operandi “platealmente mafioso” a differenza delle ‘ndrine limitrofe. Inoltre, “pur avendo manifestato una spiccata vocazione imprenditoriale sia nell’estremo Ponente che nella vicina Costa Azzurra , negli anni (il sottogruppo di Bordighera, ndr) si è reso responsabile di plurime condotte criminali”.

Droga e criminalità. L’estremo ponente ligure è citato anche negli atti dell’operazione “Selfie”, coordinata dalla DDA di Reggio Calabria e condotta dai carabinieri. L’indagine ha portato alla luce il coinvolgimento della famiglia De Marte: è stata infatti documentata “la sistematica attività di spaccio di cocaina e marijuana posta in essere dai De Marte nell’estremo ponente ligure, stupefacente acquistato con la garanzia prestata ai fornitori direttamente dai Gioffrè di Seminara”.

A dedicarsi allo spaccio di sostanze stupefacenti, sono anche gruppi di extracomunitari di origine africana, come i sei stranieri (tunisini e marocchini) arrestati il 27 marzo 2019 dai carabinieri di Ventimiglia in quanto facenti parte di un’associazione criminale dedita alla detenzione e allo spaccio di sostanze stupefacenti.

L’indagine reggina “Cosa mia” ha evidenziato la presenza di proiezioni della famiglia Gallico di Palmi nel comprensorio di Sanremo.