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Clima, Coldiretti: «Insetti alieni rovinano raccolti “Made in Liguria”»

Scatta emergenza nazionale per la cimice asiatica: necessario il sostegno alle imprese colpite e più controlli a frontiere UE

Genova. «L’invasione d’insetti e organismi alieni portati nelle campagne dai cambiamenti climatici e dalla globalizzazione degli scambi, ha causato, a livello nazionale, danni per oltre un miliardo nel 2019, con gravissimi effetti sul piano ambientale, paesaggistico ed economico. Anche la Liguria non è rimasta indenne e, negli ultimi anni, ha visto il proliferare di insetti “rovina raccolti”, non da ultima, la temuta cimice asiatica, l’insetto killer arrivato dall’Asia, che ha colpito principalmente i campi, gli alberi da frutto e i noccioleti, con perdita pari al 46% della produzione ligure e un danno stimabile di circa 16 milioni di euro».

Commenta così Coldiretti Liguria, il Dossier presentato dalla Coldiretti in occasione dell’apertura della Fieragricola di Verona con la storica mobilitazione degli agricoltori contro l’invasione di insetti alieni portati in Italia dai ritardi nella prevenzione e nei controlli dell’Unione Europea di fronte ai cambiamenti climatici. L’ultima ad aver varcato i confini è la “cimice marmorata asiatica” dalla Cina, particolarmente pericolosa per l’agricoltura perché prolifica con il deposito delle uova almeno due volte all’anno con 300-400 esemplari alla volta. La lotta all’insetto è particolarmente difficile perché è in grado di nutrirsi praticamente con tutto, si muove molto per invadere sempre nuovi territori da saccheggiare ed è resistente anche ai trattamenti fitosanitari. Una minaccia drammatica per il Paese, in un anno segnato da un inverno particolarmente caldo che ne favorisce la sopravvivenza, che va contrastata con un piano di intervento nazionale che preveda aiuti straordinari alle imprese, azioni di contenimento dell’insetto, anche con un programma coordinato di trattamenti fitosanitari e sperimentazioni su insetti antagonisti oltre a misure per la difesa del settore ortofrutticolo Made in Italy con un sistema più rigido di verifica sulle importazioni.

«Questo insetto favorito dai cambiamenti climatici – affermano il presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il delegato confederale Bruno Rivarossa – rappresenta ormai una vera emergenza per il sistema produttivo italiano, dal momento che è capace di colpire oltre 300 specie coltivate e spontanee su tutto il territorio. Anche il settore ortofrutticolo locale è ormai martoriato da questo intruso per il quale a livello nazionale si attende urgentemente il via libera del Ministero dell’Ambiente che, sentiti il Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali e il Ministero della Salute, deve emanare le linee guida per il via libera alla vespa samurai, nemica naturale della cimice. Ma dal momento che ci vorranno anni prima che la lotta sia efficace, come Coldiretti riteniamo necessario che vengano messi in campo sostegni adeguati per consentire alle aziende agricole colpite di sopravvivere all’assedio».

«Inoltre – concludono Boeri e Rivarossa – considerata la gravità della situazione e per difendere le nostre produzioni locali d’eccellenza e le imprese che con il loro lavoro salvaguardano il territorio, è indispensabile aprire il confronto anche con le istituzioni europee coinvolgendo l’UE sia per quanto riguarda gli aiuti alle imprese danneggiate che i controlli alle frontiere comunitarie, necessari per contrastare l’arrivo di altri insetti dannosi e l’import di frutta e ortaggi trattati con antiparassitari vietati in Italia».

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