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Ventimiglia punta su viabilità a monte e parcheggi: si lavora al nuovo accordo di programma con Ferrovie

Sono circa sessanta gli ettari di terreno determinanti per il futuro della città di confine

Ventimiglia. «Stiamo analizzando un nuovo accordo di programma che ci legherà per i prossimi 5 – 6 anni con le Ferrovie dello Stato, perché riteniamo che il reale sviluppo di Ventimiglia, oltre a quello turistico che attraverso il porto e il centro storico di fatto è già partito, è quello a ponente della città con queste aree ferroviarie dismesse e altre dismittibili: quello è il reale sviluppo occupazionale per la città di Ventimiglia». Lo ha detto stamane il sindaco di Ventimiglia Gaetano Scullino nel corso di una conferenza stampa svoltasi a Palazzo dopo gli incontri con le associazioni di categoria, imprenditori e industriali sul tema dello sviluppo del parco Roja e delle aree intorno alla stazione ferroviaria di Ventimiglia.

Gaetano Scullino

A FS, nel nuovo accordo di programma, l’amministrazione chiederà la cessione subito di due ettari di superficie, l’inserimento del progetto della tangenziale nord e del sottopasso di frazione Peglia. Opere che erano ‘sparite’ nel 2014, quando al primo accordo del 2009, realizzato dalla prima amministrazione Scullino, era subentrato quello firmato dai commissari prefettizi, che scadrà il prossimo 31 dicembre.

Sono circa sessanta gli ettari di terreno determinanti per il futuro della città di confine: 42 ettari circa a Ponente, 3 a levante e il resto nel circondario della stazione ferroviaria. Oltre mezzo ettaro (dei due richiesti), situato sotto il quartiere di San Secondo, è già stato ceduto al Comune, che al più presto realizzerà un parcheggio di 350 posti auto, mentre nella rimanente parte dovrebbero sorgere (nel complesso) circa novecento posti auto.

Inoltre, un’altra superficie di 2mila metri quadrati, riguarda l’ex dogana della stazione dei treni, nella quale il Comune vorrebbe realizzare il Palazzo della salute. «Con la tangenziale nord di Ventimiglia e il conseguente raddoppio dell’Aurelia – ha detto Scullino – si ridurrebbe il traffico in centro del cinquanta per cento e sappiamo tutti, quanto è difficoltoso attraversare la città in determinati momenti della giornata. Quindi, avremo da subito un miglioramento della viabilità».

«Al di là della mia personale presenza – ha dichiarato il deputato ventimigliese Flavio Di Muro – credo sia importante avvicinare Roma alle istituzioni locali. Noi a Ventimiglia siamo molto distanti dalle stanze romane dove si decide spesso quali norme fare, dove andare a destinare le risorse pubbliche, c’è stato un lavoro in questi mesi di avvicinamento dei centri decisionali verso quella che a Roma considerano la periferia o come la chiamo io l’ultima provincia dell’impero. Credo che sia compito di un deputato del territorio riuscire a limitare questo divario tra chi agisce per la comunità a livello locale e chi prende le decisioni a livello nazionale».

E ancora: «Dopo gli ultimi disastri emergenziali io sostengo la necessità che il governo adotti un decreto ponente sulla falsa riga del decreto genova. Serve un decreto specifico per far uscire i comuni dalle somme urgenze, intanto aiutando i Comuni con le somme urgenze perché ad oggi il Governo non ha ancora stanziato risorse per aiutarli a risolvere i problemi dell’ultimo nubifragio e poi per investire in quelle infrastrutture su cui c’è attenzione magari sui grandi centri, sui capoluoghi di regione ma su queste piccole realtà non ci sono. Quindi l’Aurelia bis con il prolungamento a Sanremo, la tangenziale nord che collega Camporosso con l’estremo ponente della città di Ventimiglia sono una priorità per tutta la viabilità del nord ovest non solo del Ponente ligure». 

 

 

 

 

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