Truffe agli anziani, dalle tattiche più utilizzate dai criminali all’importanza di denunciare: i consigli dei carabinieri

Una video intervista al tenente colonnello Pier Enrico Burri per imparare a difendersi

Sanremo. Spesso sono soli, i nostri anziani. I figli ormai adulti lavorano e molte volte sono lontani. E’ più facile di quanto si pensi avvicinarli e carpire la loro fiducia. Questo i truffatori lo sanno. Conoscono bene le fragilità e le necessità delle persone più avanti negli anni e usano le loro debolezze per derubarli.

Pier Enrico Burri

Molto spesso, infatti, si leggono notizie di cronaca che riportano episodi incresciosi, in cui veri e propri criminali approfittano della buona fede dei nostri nonni. Li avvicinano, a volte li spaventano parlando di un incidente capitato ai loro cari o di una fuga di gas in casa, e poi li truffano. Un fenomeno presente anche nella provincia di Imperia. Per questo, abbiamo invitato nel nostro studio il tenente colonnello dei carabinieri Pier Enrico Burri: perché un rappresentate dell’Arma, da sempre vicina ai cittadini e soprattutto ai più deboli tra questi, è la persona più preparata a dare informazioni utili su come difendersi.

Colonnello, quando si sente parlare di ‘truffe agli anziani’, che cosa si intende? «Intendiamo un fenomeno odioso, che tocca le persone deboli e indifese, gli inermi, che non riescono a reagire. I nostri anziani, genitori, nonni, amici, i quali vengono avvicinati, ingannati, spaventati, raggirati e, infine, derubati. Ho usato questi aggettivi perché ritengo che siano i più idonei a descrivere le condotte che i nostri cari sono costretti a subire».

È un fenomeno recente o di lunga data? «Il fenomeno è, ovviamente, risalente nel tempo: truffe – e furti, come specificherò tra poco – esistono da sempre. Man mano che l’autore si vedeva scoperto, comprendeva come il metodo utilizzato dovesse subire affinamenti, che sistematicamente adottava. Da qui l’azione continua di aggiornamento, analisi ed interpretazione delle forze di polizia, nell’eterno inseguimento tra guardie e ladri. È di pochi giorni fa la notizia di un’operazione, condotta dai Carabinieri, che ha disarticolato un sodalizio campano che si occupava in via pressoché esclusiva di truffe alle persone anziane: per comprendere l’entità del fenomeno, tenete presente che sono state arrestate 51 persone, ritenute responsabili di circa 200 truffe, consumate o tentate».

Ci sono state vittime anche in provincia di Imperia? «Purtroppo alcuni episodi sono successi anche in provincia. Il numero non è allarmante, ma comunque degno della nostra attenzione e, pertanto, dell’impiego di risorse dedicate: alcuni Carabinieri – che si occupano specificatamente di delitti contro il patrimonio – sono, quindi, impegnati anche nel contrasto a questo tipo di reati, proprio perché vanno a toccare, in modo subdolo ed insidioso, persone indifese. Aggredire – in senso lato – una persona anziana è come fare male a un bambino o a chiunque non sia in grado di difendersi. Semplicemente ingiusto e aberrante».

Come si presentano questi truffatori? Come fanno ad avvicinare le loro vittime? «Di norma i truffatori agiscono in coppia. Cercano di entrare nel vostro appartamento con un pretesto. Uno dei due vi parla con insistenza, mentre l’altro, inosservato, perlustra le stanze del vostro appartamento (per questo prima ho parlato di furto). Usano modi e toni gentili e affabili, ma decisi. L’obiettivo è carpire la vostra fiducia e, comunque, assumere nei vostri confronti una posizione di vantaggio: per questo si dichiarano Carabinieri, poliziotti, finanzieri o avvocati. E sono bravi a fare il loro lavoro, sanno essere estremamente persuasivi e convincenti».

Vivo con mia nonna, che avendo una nipote giornalista sente spesso parlare di reati e truffe, per cui quando qualcuno che non conosce la chiama al telefono o la ferma per strada facendo richieste di abbonamenti vari o denaro, lei risponde: «Chiamo i carabinieri». È un comportamento giusto, il suo? Possiamo consigliarlo agli altri? «Sua nonna è una persona attenta e prudente. E non posso far altro che ringraziarla, per la fiducia che ci accorda. Semplicemente, la nonna diffida degli sconosciuti, mettendo in pratica il primo consiglio che, di norma, suggeriamo alle persone: diffidate degli sconosciuti».

Ci sono altri consigli che possiamo dare a chi ci sta ascoltando? «Distinguerei diverse situazioni, che abbiamo riscontrato anche in provincia. Nel caso del falso appartenente alle Forze di Polizia (Carabiniere, Poliziotto, Finanziere), se dovesse suonare alla vostra porta una persona con l’uniforme, prima di aprire telefonate al 112, preferibilmente da un apparato cellulare, non dal telefono fisso».

«I malviventi operano spesso in coppia, con diverse modalità:
– Entrambi presentandosi non mostrano distintivi, cercano di introdursi all’interno di casa per dei controlli;
un malfattore al telefono si finge “carabiniere” e comunica problemi di giustizia per un familiare. Il complice, fingendosi avvocato e/o carabiniere, si presenta a casa per ritirare il denaro richiesto;
– sempre in coppia, uno carabiniere e l’altro dipendente comunale o di aziende che erogano servizi, si presentano alla porta con la scusa di effettuare dei controlli per poi asportare denaro e oggetti di valore.
– Ricordate che i carabinieri, per attività di servizio, si presentano in uniforme esibendo chiari segni distintivi e qualificandosi in modo inequivocabile. Quando opera personale in borghese, è sempre accompagnato da militari in uniforme. Non vengono mai chiesti denaro o preziosi.
-Ci sono poi i falsi funzionari (INPS, Comune o altro): ricordate che se hanno bisogno di contattarvi, gli impiegati delle banche, delle poste, dell’Inps e di altri Enti pubblici, vi invitano presso la loro sede e non vengono mai a casa vostra! Se qualcuno dovesse presentarsi alla vostra porta qualificandosi come dipendente di uno dei suddetti enti, non fatelo entrare per nessun motivo, neppure dovesse dirvi che è venuto per informarvi che avete avuto un aumento di pensione e che dovete firmare una richiesta, oppure che avete ritirato in posta o in banca soldi falsi, affermando di volerveli sostituire con soldi autentici. NON È VERO!

I truffatori hanno lo scopo di entrare nel vostro appartamento e, dopo avervi distratti, impossessarsi di soldi e oggetti preziosi. Informate chi si presenta alla vostra abitazione che sarà vostra premura raggiungere l’Ufficio che hanno detto di rappresentare e, se insistono, dite loro che chiamerete i Carabinieri, meglio se da un cellulare.

Poi, una truffa diffusa anche qui: “si ricorda di me?”: una donna o un uomo dal fare cortese, vi avvicinano per strada fingendosi vecchi conoscenti o spacciandosi per amici di un vostro familiare. State attenti, perché la persona che avete di fronte è un abile truffatore che sta tentando di carpire la vostra buona fede.
Infine, attenzione agli abbonamenti alle riviste delle Forze dell’Ordine: c’è chi vi potrebbe proporre l’abbonamento ad una rivista del settore, promettendo in omaggio alcuni oggetti come foto, poster, calendari, portachiavi o altro.
L’abbonamento alle riviste delle Forze dell’Ordine non avviene mai in questo modo: per abbonarsi al “Carabiniere”, ad esempio, è sufficiente che vi rechiate in caserma dove vi verranno fornite le informazioni del caso, oppure che attiviate la procedura online solo dal sito www.carabinieri.it. Rifiutate quindi qualsiasi proposta di questo genere.
In estrema sintesi ricordate: non firmate nulla che non vi sia chiaro e chiedete sempre consiglio a persone di fiducia più esperte di voi.
Non accettate in pagamento assegni, bancari o postali, da persone sconosciute.

Nel momento in cui chiediamo l’intervento dei Carabinieri, cosa ci viene chiesto?
«Ci sono elementi utili da segnalare per un nostro intervento: nome e cognome; le richieste anonime possono inficiare l’intervento della pattuglia. Se contattate direttamente la Stazione Carabinieri del vostro centro, comunicate da dove si sta chiamando al carabiniere con cui parlate, in modo che vi possa richiamare per aggiornamenti sulla situazione (per le chiamate al 112, la segnalazione dell’utenza non è necessaria in quanto rilevata automaticamente). Raccontare brevemente cosa è successo o cosa sta ancora accadendo, specificando il luogo del fatto. Preferibilmente, cercate di usare un telefono cellulare per il contatto con il 112, in particolare se siete stati contattati dai presunti truffatori sul telefono fisso.
Non isolatevi, affinché, specialmente se vivete da soli, la vostra casa non si trasformi in una prigione, ma resti un luogo dove vivere in sicurezza e serenità.
Cercate di vivere in armonia con i vostri vicini e di aiutarvi a vicenda. Siate i guardiani delle case dei vostri vicini, affinché anche loro siano i guardiani della vostra casa. Se sentite dei rumori anomali in un appartamento adiacente al vostro e sapete che i vostri vicini sono fuori casa, chiamate il 112».

Visto la difficoltà di ricordarsi tutte le informazioni utili, il Comando Provinciale ha fatto realizzare una brochure contenente tutti i consigli utili per prevenire le truffe: in questa troverete, inoltre, tutti i riferimenti dell’Arma presenti nell’area dove abitate. Può essere ritirata presso i Comandi di Stazione e viene distribuita negli stand che i Carabinieri allestiscono nei diversi eventi che si svolgono in provincia: i militari presenti agli stand, così come presso i nostri Comandi, saranno ben lieti di fornirvi indicazioni.