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Sanremo, Arianna Palumbo a R24: «Il Floriseum organizza uno spettacolo di teatro itinerante nel parco di Villa Ormond»

Una delle tante iniziative proposte dal Museo del Fiore durante l'anno

Sanremo. «E’ stata una sfida accettare di gestire il Floriseum. E’ una piccola realtà all’interno di una struttura storica che ospita il Museo del Fiore – afferma Arianna Palumbo, presidente della cooperativa che gestisce il Floriseum, il Museo del Fiore di Villa Ormond, ai microfoni di R24 – E’ possibile fare una visita guidata che è un vero e proprio viaggio nel tempo. E’ fondamentale per cogliere a pieno le cose belle e simpatiche della storia, che vanno spiegate. Vi sono testimonianze della cultura florovivaistica sanremese, esposizione di foto, documenti e utensili. All’interno del museo vi è anche un piccola caffetteria e un bookshop, dove si possono trovare libri di autori locali, sciroppi e marmellate».

Il Floriseum – Museo del Fiore di Sanremo sorge nel parco di Villa Ormond, il più esteso e scenografico giardino pubblico cittadino. Il museo ha sede nel Villino Winter, edificio che una volta fungeva da foresteria della splendida villa antica situata in cima al parco, costruita nel 1895 dall’architetto Emile Reverdin per la facoltosa famiglia svizzera degli Ormond. A seguito dei lavori della villa, che andò a sostituire un preesistente edificio danneggiato in seguito al terremoto del 1887, si provvide alla trasformazione del parco circostante, curata da vicino dalla signora Ormond, Marie Marguerite. Fu Marguerite, coadiuvata da illustri botanici dell’apoca, a imprimere al parco l’aspetto attuale, eliminando i terrazzamenti tradizionali e introducendo i viali, ma sopratutto suddividendo delle aree a stanze dedicate a singole specie, sopratutto esotiche. Ne derivò la grande varietà di piante, provenienti da tutto il mondo, e la bellezza di un paesaggio che unisce in un unico giardino palmizi, araucarie, cipressi, carrubi, ficus centenari, e non solo.

Ora il villino è diventato un centro di valorizzazione e promozione della cultura florovivaistica e del paesaggio della Riviera di Ponente: «Ho letto il bando e mi sono incuriosita. Insieme ad altre persone abbiamo iniziato a immaginare quello che avremo potuto fare e ci siamo davvero tanto divertiti, perché abbiamo pensato di fare visite guidate in costume d’epoca, incontri, aperitivi. Il Floriseum ci ha regalato un bellissimo periodo di sogni ancora prima di averne la gestione» – racconta durante la trasmissione di Giusy Di Martino.

Il prossimo appuntamento sarà il giorno dell‘Immacolata: «Domenica 8 dicembre organizzeremo uno spettacolo di teatro itinerante per il parco di Villa Ormond: “Le porte del mondo”. Alle 14.30 vi sarà il ritrovo per la registrazione. Chi volesse prenotare può farlo al numero 0184503188. Dopo lo spettacolo si ritornerà al Floriseum dove si farà merenda tutti insieme presso la caffetteria – anticipa ai microfoni di R24 – L’evento ci è stato proposto da Marta Laveneziana, è una bella idea. Il Floriseum organizza tanti eventi, è aperto ad accogliere presentazioni di libri e di foto, corsi d’acquerello, incontri, laboratori. Chi fosse interessato alle varie iniziative può contattare il Floriseum o seguire la nostra pagina Facebook». Regia e testi dello spettacolo di domenica sono di Marta Laveneziana. Parteciperanno Matteo Cassini, Alessandra Barboni, Enrico Cenderelli, Enrico Manfredini, Marta Laveneziana, Silvia Nappini, Valentina Gallinella e Stefano Pollini, che ha anche collaborato alla stesura dei testi.

«La gente in questo momento ha bisogno di cose belle e di aggregazione. C’è bisogno di un ritorno ai rapporti interpersonali - dice – Il Floriseum è aperto a tutti. Per i piccini vi sono laboratori appositi, anche loro hanno voglia di stare insieme. I grandi hanno invece voglia di condividere del tempo insieme. Organizzare eventi è sicuramente molto impegnativo, ma stiamo continuando a farlo perché le persone rispondono e ciò dà tante soddisfazioni. Si tende a scoprire posti lontani da casa quando abbiamo delle bellissime realtà vicino a noi e non lo sappiamo».

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