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Processo per prostituzione a Sanremo, in videoconferenza un’ex ragazza del “Piper”

Battesimo dalla Romania per il nuovo sistema di audizioni a distanza

Imperia. Sono stati tanti i «non ricordo», «sono stata male», «mi sono rifatta una vita in Romania» che  hanno segnato la deposizione in videoconferenza dall’aula di un tribunale romeno di Elena, una ragazza che all’epoca dei fatti contestati nel processo che si è tenuto stamattina in tribunale sarebbe stata tra le animatrici di un locale di Sanremo, il “Piper“.

E’ stato, dunque, tenuto a battesimo il nuovo sistema di audizioni in videoconferenza che permette di ascoltare testimoni da un luogo remoto installato nell’aula Trifuoggi del tribunale del capoluogo. Presente anche una interprete.

Incalzata a distanza dalle domande del pubblico ministero Antonella Politi la giovane ha anche ammesso«ho assunto psicofarmaci», «al ritorno ero molto provata, ho tentato anche il suicidio» ma la sua deposizione è apparsa alquanto lacunosa, a tratti reticente.

Si tratta di un filone del processo relativo a droga, estorsioni e sfruttamento della prostituzione da parte di una organizzazione malavitosa che avrebbe preso di mira anche alcuni procacciatori di clienti del Casinò  tre dei quali sarebbero stati costretti a versare parte dei loro compensi, per continuare a lavorare. Per i reati di tentata estorsione, spaccio di droga, ricettazione, furto e detenzione di armi gli imputanti sono già stati condannati, per l’induzione e lo sfruttamento della prostituzione tutto è ancora da decidere.

Secondo la testimonianza di un pentito, Alessandro Sarnataro «Le ragazze erano per lo più romene, di circa 20 anni. A loro veniva detto che avrebbero fatto le ballerine e intrattenuto i clienti al bar, ma senza andare troppo oltre. Poi venivano costrette a prostituirsi e vicino al Casinò di Sanremo, nel retro verso un parcheggio, c’era un appartamento che loro chiamavano “bunker” dove stavano oltre dieci ragazze, una era anche incinta».

 Salvatore Sciortino, avvocato di uno degli imputati,  aveva chiesto una nuova rogatoria nei confronti di tutte le  giovani che secondo Sarnataro sarebbero state costrette a prostituirsi in locali come, appunto, il Piper.

Il p.m. Politi ha chiesto che fossero assunte a verbale, data la lacunosità della testimonianza a distanza,  le deposizioni rilasciate dalla giovane nel 2007 sentita come testimone, richiesta respinta dal collegio presieduto dal giudice Donatella Aschero come hanno  richiesto i vari difensori degli imputati.

L’istruttoria dibattimentale è stata dichiarata chiusa.  Per la discussione fissata la data dell’11 febbraio. Sarà preceduta da un’altra videoconferenza dalla Romania,  alle 9.