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Imperia, no alla cittadinanza per la senatrice Segre: le dichiarazioni di Pd e Sinistra in Comune

La proposta è stata bocciata con 18 voti contrari e 4 favorevoli

Imperia. Le dichiarazioni del Partito democratico di Imperia in merito a quanto accaduto ieri in consiglio comunale sulla mozione del conferimento della cittadinanza onoraria alla senatrice Liliana Segre:

«“Quel numero tatuato 75190 lo porto con onore perché è la vergogna di chi lo ha fatto” con queste parole Liliana Segre, classe 1930, risponde così, in una delle molteplici interviste, a chi le chiede se portare quel segno evidente di prigionia le procuri fastidio.

Diventata nel corso degli anni un punto di riferimento per tutti noi, mai avremmo pensato che questa Donna potesse diventare argomento di scontro e di polemica. Per usare una parola di moda in questi tempi, divisiva. Sì, Liliana Segre, a quanto pare, è divisiva.

Che cosa possa dividere non si capisce bene, o forse si capisce fin troppo bene. Accade così che in un Consiglio Comunale in cui chiediamo che le venga concessa la cittadinanza onoraria, la maggioranza risponda, in maniera non compatta, con un voto contrario evidenziandone le spaccature. Liliana Segre è stata oltraggiata un’altra volta, dopo la sua terribile esperienza di cui ci è preziosa testimonianza, questa Donna continua ad essere vittima delle meschine ripicche di una politica che spesso sa dare una pessima immagine di sé.

Il rifiuto della mozione con cui il Partito Democratico di Imperia proponeva per la Segre la cittadinanza onoraria, non offende la diretta interessata che, a nostro avviso, non si farà certo toccare da bassezze e da giochi di palazzetto, ma offende la comunità tutta.

Offende coloro che gli orrori della guerra li hanno vissuti e li possono ancora raccontare, offende la memoria di quanti non sono più tra noi, ma che ci hanno lasciato il compito di ricordare, offende il Sacrificio di quanti in quella guerra hanno dato la vita per rendere la nostra meno peggio della loro, e offende i giovani.

Quei giovani ai quali tutti noi, senza distinzioni di parte politica, abbiamo il dovere di tramandare una lezione di Storia e ai quali invece spesso sappiamo solo offrire lezioni di meschinità, di calcolo di pesi e contrappesi, in una parola di politichetta spicciola e svilita.

Quei giovani che vorremmo presenti e attenti in occasioni ufficiali (e a volte roboanti) e che invece dovremmo educare e coinvolgere in modo sistematico, discreto e continuo attraverso ogni nostra azione quotidiana, quei giovani ai quali parliamo di confronto democratico, quei giovani ai quali raccontiamo di essere il nostro domani, quei giovani hanno avuto oggi un pessimo esempio di Democrazia. Liliana ed Imperia non meritavano lo spettacolo da operetta andato in scena ieri sera».

Le parole di Sinistra Italiana – Sinistra in Comune:

«Durante l’ultimo consiglio comunale in cui si è discussa la proposta di conferimenti della cittadinanza onoraria a Liliana Segre, il sindaco Scajola ha dato sfoggio delle sue qualità acrobatiche di dispensatore di onorificenze.

Ricordando alla città l’orientamento antifascista della sua famiglia, il sindaco ha poi assunto inconsapevolmente un ruolo da neo podestà dettando la linea a tutta la sua maggioranza consiliare con il “capolavoro” dialettico che riportiamo letteralmente: “Non dò indicazioni su questa pratica, ma mi sento di consigliare di non votarla”.

L’esito del voto è noto, con l’intera maggioranza che ha votato contro al conferimento della cittadinanza onoraria alla Senatrice Segre. L’imbarazzo dichiarato dal sindaco nel giungere a questa scelta non può nemmeno paragonarsi a quello che si prova nel vedere che nessuno dei consiglieri di maggioranza abbia avuto la dignità di esprimere le ragioni che hanno portato a seguire il “consiglio” del primo cittadino.

Le ragioni “profonde”, secondo Scajola, per non ritenere Liliana Segre meritevole della cittadinanza onoraria, danno un quadro chiaro del suo approccio strumentale alle questioni democratiche, come già emerso nella discussione sulla mozione relativa alle pietre di inciampo.

Scajola controbilancia la sua collocazione politica nell’area moderata legato ai valori costituzionali, con una dose di ambiguità utile a soddisfare parte della sua maggioranza e del suo elettorato di riferimento, utilizzando di volta in volta o equilibrismi storici (quando cita i gulag in una mozione sulla Shoah) o pretesti procedurali (come nel caso della cittadinanza onoraria alla Segre).

Per il sindaco infatti, non si deve concedere questo importante riconoscimento a Liliana Segre, in quanto priva di legami di nascita, residenza o esperienza lavorativa con Imperia. Evidentemente tali “fondamentali” requisiti sono prioritari rispetto all’importanza di dare un segnale di sostegno e vicinanza ad una degli ultimi sopravvissuti all’Olocausto, costretta ad essere scortata a causa delle minacce ricevute proprio per il suo impegno personale nella difesa della memoria di quell’evento. Scajola si comporta esattamente come quasi tutti i sindaci di destra e leghisti che le negano il riconoscimento, ma pretende anche di dare lezioni di moderazione contro l’imbarbarimento della politica.

Siamo certi che, dopo aver appreso le “profonde” motivazioni per negarle la cittadinanza, Liliana Segre non vedrà l’ora di raccogliere invito del sindaco a partecipare a future iniziative sulla memoria dello sterminio operato dai nazisti, in cui Scajola potrà magari paragonarlo a qualche altra tragedia più cara alla cultura di certa destra a cui ammicca.

Tornando alla discussione del Consiglio comunale di ieri, non a caso nessun imbarazzo ha invece manifestato il sindaco nel premiare, rinominandolo nel consiglio di amministrazione di Isah, il presidente uscente Stefano Pugi, non proprio un paladino della cultura antifascista, ma sicuramente “meritevole” di riconoscimento per la “brillante” operazione di privatizzazione di Isah, ancora presente nelle pagine di cronaca per l’irrisolta questione dei suoi dipendenti.

Avendo ora ben chiari i criteri e le sensibilità del sindaco per il conferimento della cittadinanza onoraria, attendiamo che possa a breve essere concessa a Caltagirone per i suoi trascorsi relativi al porto e a Colussi per i meriti industriali sulla vicenda Agnesi».

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