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Cambiamo! di Toti e il gruppo dell’ex ministro Lupi si fondono alla Camera, muta lo scenario per le regionali liguri

Salta la riforma della legge elettorale. Alle elezioni si va con il listino bloccato del candidato presidente

Sanremo. Celebrano le nozze in parlamento i gruppi parlamentari di Cambiamo! e Noi con l’Italia. Le due formazioni, facenti capo l’una al governatore ligure Giovanni Toti e l’altra al presidente di Liguria Popolare Maurizio Lupi, hanno dato l’ok alla fusione che porterà alla nascita di un unico contenitore formato da Noi con l’Italia, Usei, Cambiamo! e Alleanza di Centro. Così facendo “NCI” (questo l’acronimo) potrà annoverare dieci parlamentari, numero minimo e sufficiente per ottenere un rappresentante nella conferenza dei capigruppo alla Camera. In sostanza sarà l’ex ministro Lupi a rappresentare e fare da capogruppo ai parlamentari del partito di Toti.

Ne consegue la nascita di un rapporto privilegiato, in ottica regionali, tra le formazioni di Liguria Popolare e di Cambiamo! (?). Forse è presto per dirlo ma il caso vuole che a poche ore dalla nascita di NCI, il presidente della Regione abbia fissato un appuntamento con i due principali esponenti di Liguria Popolare, il vicepresidente Tonino Bissolotti e il consigliere regionale Andrea Costa. Un incontro a tutto tondo dove non si potrà fare a meno di discutere di questa nuova realtà, al momento esclusivamente di livello parlamentare ma che potrebbe generare delle evoluzioni anche in ottica regionale.

Fattore determinante potrebbe essere l’affossamento della ipotizzata riforma della legge elettorale ligure, dopo che ieri il presidente della commissione a essa dedicata, il consigliere forzista Vaccarezza, ha rassegnato le dimissione per manifesta impossibilità di mettere d’accordo tutte le anime del centrodestra. Si andrà al voto, quindi, con il sistema dei listini bloccati che lascia al presidente la scelta di sei nomi eleggibili automaticamente in caso di vittoria. Fu così che in provincia di Imperia l’esponente di Fratelli d’Italia Gianni Berrino ottenne la promozione in consiglio regionale e di conseguenza l’assessorato (forte di 5800 preferenze personali). Visto gli scenari che vedono il partito della Meloni in forte ascesa, non si può escludere che si potrebbero aprire altri e maggiori spazi nel listino bloccato per gli amici, ormai “parenti”, vicini alla nuova formazione parlamentare.