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A Bordighera prende il via la seconda parte di Ponente International Film Festival

Inizia con un concerto alla Fondazione San Giuseppe, in paese alto, con il quartetto Novecento

Bordighera. Terminata con ottimi risultati la prima parte dell’evento presso il Polo Museale del Forte di Santa
Tecla a Sanremo, il Ponente International Film Festival, si trasferisce a Bordighera, dove la quindicesima edizione della manifestazione si concluderà giovedì 12 dicembre. Un concerto per iniziare, domenica 8 dicembre, alla Fondazione San Giuseppe, in paese alto, con il quartetto Novecento. E poi quattro giorni di cinema “Full immersion” nelle sale cinematografiche Olimpia e Zeni, dal 9 al 12 dicembre.

Stesse location, stessi luoghi, per proseguire in un percorso di valorizzazione del Ponente Ligure, dei suoi artisti e delle sue eccellenze ambientali, culturali e artigianali, grazie a collaborazioni collaudate e inedite con i registi e le case di produzione ponentine e del Levante, con Festival, associazioni culturali e realtà ambientaliste italiane e internazionali.

Tra i partner: Marevivo, Legambiente, Confartigianato, Cinemambiente, C.O.E., Land Film Network, Cima Prod, Colori Italiani, ZuccherArte, Skull Joke Production, e la consulenza dell’Istituto di Ricerca Tethys, che cura il “Santuario dei Cetacei”, la più grande area di tutela dei mammiferi marini del Mediterraneo.

Si rinnovano e arricchiscono i patrocini: le Presidenze del Consiglio, del Senato e della Camera, Mibact, Regione Liguria, Provincia di Imperia, Città di Bordighera, Città di Sanremo, Diocesi di Ventimiglia e Sanremo, Genova Liguria Film Commission, Unicef, Siae, la Società Dante Alighieri di Cipro, e la collaborazione della Sovrintendenza dei Beni Culturali di Genova, che ha dato ospitalità all’evento al Polo Museale Ligure – Forte di Santa Tecla.

Anche in questo Numero Quindici, oltre alla ricerca di “un certo cinema”, a volte inedito o di nicchia, sempre originale e sorprendente, un po’ cult e un po’ colto, sorridente e riflessivo, c’è un filo conduttore importante e di attualità: Mare Nostrum. Mediterraneo, ma non solo, e “nostro”, come patrimonio in pericolo, da amare e proteggere, con le sue peculiarità e le sue “creature grandi e piccole”, che il Festival ha sempre prediletto.

In programma dieci film (alcuni già presentati nella prima parte sanremese), tre documentari, dieci cortometraggi d’autore, web serie e spot mirati, incontri con professionisti del cinema, scrittori, giornalisti ambientalisti, un concerto inaugurale e alcuni momenti conviviali. Un’attenzione particolare è riservata come di consueto ai più giovani, con proiezioni dedicate e il concorso “Critici in erba”, che ha già riscosso l’entusiastico gradimento degli studenti e delle autorità scolastiche. In palio, le medaglie offerte dalle Presidenze della Camera e del Senato.

Un’edizione che parla principalmente di mare e di natura, ma anche del territorio ligure e dei suoi protagonisti, di varia umanità e di animali, attraverso storie intense, nate nei paesi bagnati dal Mediterraneo e dall’Oceano, caratterizzate dalla ricerca di quel “qualcosa” in più che fa la differenza, e rende il cinema uno dei più preziosi e potenti mezzi di comunicazione, sensibilizzazione e diffusione artistica e culturale. Un viaggio per immagini e messaggi forti, eppure poetici, magici e a volte divertenti. Una festa del cinema, dedicata a chi lo ama.

Questi i film in cartellone a Bordighera:

Alamar, splendido compromesso tra film e documentario, del messicano Pedro Gonzales-Rubio, girato nell’atollo di Banco Chinchorro. Una meraviglia della natura messa in pericolo dal turismo di massa con le sue grandi navi e il suo cemento. Il racconto del rapporto tra uomo e mare, visto attraverso gli occhi di tre generazioni: il nonno pescatore, il padre a metà tra le tradizioni più antiche e un altro modello di società, il bambino che scopre le sue radici e se ne lascia incantare, ma poi farà ritorno alla città, più consapevole della bellezza di un universo sommerso da difendere. Forse è solo mal di mare, primo lungometraggio della giovane regista italiana Simona De Simone, è una storia familiare, di cambiamenti, sentimenti ed emozioni, ambientata in una splendida Linosa fuori stagione. Un uomo che ha rinunciato a tutto per amore ed è rimasto solo, una donna che parte in cerca di una nuova vita, una ragazza che sogna di diventare musicista, e qualcuno che arriva… E, intorno, gli abitanti dell’isola, e un anziano osservatore che non parla ma sa…

Il Corsaro dell’isola verde, una chicca per cinefili, capolavoro di Robert Siodmak del 1952. Spassoso, mirabolante, geniale, con un giovane Burt Lancaster nelle vesti di Capitan Vallo, acrobatico, affascinante e un po’ truffaldino pirata che diventa paladino del popolo oppresso per amore della bella figlia del capo dei ribelli. Avventura e divertimento allo stato puro, per questo capostipite del genere cappa e spada, che tanto ha insegnato ai blockbuster della serie “Pirati dei Caraibi”. Immaginato in un’isola delle Antille, è stato invece girato nella Baia di Napoli e a Ischia.

La promessa dell’alba, del francese Eric Barbier, film emozionante, colto, coinvolgente ed appassionato, tratto dal romanzo autobiografico omonimo che narra la vita avventurosa di uno dei più grandi di scrittori del Novecento, Romain Gary. In primo piano il rapporto complesso e simbiotico con la madre Mina, decisa a costruire per lui un destino straordinario. Girato tra Ungheria, Belgio, Marocco e Italia, ha fatto tappa anche a Bordighera.

Mascarades, surreale commedia dell’algerino Lyes Salem, descrive la vita di un piccolo villaggio e dei suoi particolari abitanti. Tra questi Mounir, ossessionato dalle apparenze e dalla narcolessia della sorella, che, malgrado sia bellissima, teme resti zitella a causa della malattia che l’ha resa lo zimbello del paese. Inventa così un inesistente pretendente, ricco, affascinante e soprattutto straniero, vantandosi di un prossimo matrimonio. Ma le bugie diventano sempre più grandi e ingestibili, mentre un vero innamorato c’è…

Torna a casa, Jimi! ovvero dieci cose da non fare se perdi il tuo cane a Cipro, opera prima del regista greco-cipriota Marios Piperides. Le disavventure di un musicista pasticcione che vuole lasciare Cipro per cambiare vita e, nella fretta di scappare si lascia sfuggire l’unica cosa positiva in una marea di fallimenti e delusioni: il cagnolino Jimi Hendrix. L’intraprendente bestiola resta bloccata nella zona turca di Nicosia. Per recuperarlo, l’amico umano dovrà affrontare infinite peripezie, in una vicenda divertente che denuncia, seppure con un sorriso, le assurdità di certi confini.

I documentari:

Le meraviglie del mare, una spedizione sopra e sotto le onde condotta dagli eredi del Decano Jean-Jacques Costeau, il figlio Jean-Michel e i nipoti Fabien e Celine, che hanno raccolto il testimone della causa ambientalista. Per tre anni hanno viaggiato alla scoperta degli oceani e della loro microfauna, senza coprire con le parole ciò che le immagini raccontano da sole. Un’impresa “immersiva” e tecnicamente sofisticata, ma anche etica, che documenta la minaccia causata dall’inquinamento, dalla plastica e dal riscaldamento globale. Voce narrante e produttore Arnold Schwarzenegger.

Ocèans, les mystére Plastique, ovvero l’emergenza delle plastiche e microplastiche riversate in mare, che stanno danneggiando radicalmente con i loro veleni l’ecosistema. Una denuncia che diventa materia apocalittica in questo documentario, girato dal giovane regista francese Vincent Perazio, appassionato di temi ambientali. E non riguarda solo il Mediterraneo, ma tutti i mari violentati dall’uomo, con gravi conseguenze per l’equilibrio della natura e per gli animali, vittime innocenti della sconsideratezza umana.

I cortometraggi:

Aethere Astra, dell’aretino Jacopo Fontanella, fatto di umanissimi sogni da costruire o ritrovare. Tre personaggi, in un pub, ricordano il passato e immaginano il futuro nella notte in cui il cielo si riempie del maggior numero di stelle cadenti della storia.

Artifex, favola cupa e immaginifica, girata nella ponentina Valle Argentina, che narra di un futuro possibile in cui l’umanità, grazie a dei magici amuleti, cerca di sopravvivere a una terra maltrattata che si ribella. Girato nello splendido entroterra del Ponente Ligure, anche Voci dall’entroterra, con le testimonianze di chi ci ha sempre vissuto e forse rimpiange un tempo che fu… Due anteprime del regista e sceneggiatore sanremese Simone Caridi, che sarà presente alle proiezioni.

Il pianeta degli uomini arriva dal Levante, firmato da Maria Lodovica Marini e girato con gli studenti della scuola “Ilaria Alpi” di Chiavari. Due ragazzi degli anni ’80 si ritrovano misteriosamente in una classe di coetanei di oggi. Forse, la loro missione è fare luce sulla morte della reporter Rai uccisa in Somalia nel 1994.

In viaggio con la figlia, il divertente e affettuoso girovagare di un padre e una figlia, a bordo di una decappottabile degli anni Cinquanta, alla ricerca delle eccellenze artigianali liguri. Un progetto promosso da Confartigianato, in otto mini clip diffuse sul web e dirette da Giorgio Molteni.

Infine, i titoli dedicati alla tutela dell’ambiente: L’altro Pianeta, dei documentaristi Pippo Cappellano e Marina Cappabianca, realizzato per l’associazione Marevivo (che propone anche un breve spot di sensibilizzazione) e Per una volta…, una serie di video su YouTube e “storie” su Instagram, realizzati dai campioni del web Casa Surace, in collaborazione con Legambiente. Critica sorridente, in puro stile partenopeo, dei gesti sbagliati compiuti “per una volta” danneggiando la natura.

Gli ospiti di Sanremo:

Ad alzare il sipario sulla quindicesima edizione, a Santa Tecla, un’ospite di tutto rispetto:

Sabina Airoldi, biologa marina, responsabile dell’Istituto Tethys, che ha contribuito alla nascita del Santuario dei cetacei Pelagos, una vasta zona di mare compresa nel territorio francese, monegasco e italiano, classificata come Area Specialmente Protetta di Interesse Mediterraneo. E nella seconda giornata sanremese, uno dei più importanti “addetti ai lavori” della cinematografia italiana, per una conferenza sul cinema “dietro le quinte” che gli studenti
intervenuti (poco meno di 120!) hanno ascoltato con interesse e grande attenzione: Alessandro Calosci, direttore di produzione cinematografica. Nella sua lunga carriera ha esordito collaborando con Ermanno Olmi, e poi con tutti i maggiori registi italiani, da Argento a Benigni, da Salvatores a Mazzacurati, e ancora Rubini, Nichetti, Nuti, Lucchetti, Virzì, Pieraccioni e Moretti.

Tra gli altri ospiti, i registi sanremesi Riccardo di Gerlando e Simone Caridi, lo scrittore Fabio Balocco, che ha presentato un libro – Il mare privato – frutto di una minuziosa e interessante ricerca sui porti turistici della Liguria.

E quelli che interverranno a Bordighera:

Paolo Bonacelli, attore, uno dei più prolifici e popolari del teatro, del cinema e della televisione. Nella sua più che cinquantennale carriera ha interpretato film di ogni genere e incarnato i ruoli più disparati, ricevendo prestigiosi riconoscimenti, tra cui il Premio Gassman alla carriera, e il Premio Renato Simoni per la fedeltà al teatro di prosa.

Laura Cafiero, produttrice cinematografica, fondatrice della società Metafilm con cui ha prodotto documentari e film spesso a sfondo sociale e poi, proseguendo la carriera, ancora film d’autore, commedie leggere, serie televisive, tutti caratterizzati dalla qualità, senza perdere di vista la comunicazione col pubblico.

Giulio Caresio, fotografo, scrittore, docente universitario, giornalista ambientalista, è presidente dell’Associazione Mondoapnea di Torino.

Maria Lodovica Marini, regista e sceneggiatrice. Studia con Age, Giuliana Fantoni, Ettore Scola, Suso Cecchi D’Amico, Citto Maselli, Vincenzo Cerami ed Ermanno Olmi. Si specializza nel campo del disagio clinico e sociale, dopo il lavoro nell’ex ospedale psichiatrico di Genova Quarto, e realizza lavori sperimentali clinici, documentaristici e di fiction, tra cui la commedia grottesca Uargh! sul diritto alla salute. Fonda varie associazioni culturali per la diffusione della cinematografia nel Levante Ligure e la casa di Produzione Cima Prod.

Giovanni Robbiano, regista, attore, sceneggiatore diplomato alla Columbia University di New York. In Italia insegna teoria del linguaggio cinematografico al DAMS di Bologna. Debutta nel cinema nel 1997 con Figurine, di cui scrive anche la sceneggiatura. Uno dei suoi film più importanti è Hermano, con Paolo Villaggio ed Emir Kusturica, che gli valse, ancor prima della sua difficile uscita sugli schermi, il prestigioso premio Solinas come miglior soggetto cinematografico. Insegna alla scuola nazionale di cinema di Roma e presso la Venice International University. Ha scritto il libro, “La sceneggiatura cinematografica” (Carocci).

Cristina Bolla, presidente di Genova Liguria Film Commission, e l’Assessore al Turismo di Regione Liguria, Giovanni Berrino.

Il concerto

Si svolgerà nella Sala degli Affreschi della Fondazione San Giuseppe, nel Paese Alto di Bordighera, domenica 8 dicembre alle 17. Protagonisti, i musicisti del Quartetto Novecento.

Tutte le proiezioni, gli incontri, il concerto saranno ad ingresso  libero.