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Sanremo, progetto Pon: i ragazzi del Cassini presentano “Una camminata nella Belle Époque tra ville e giardini” foto

Tra i siti citati, è stata recata particolare attenzione a Villa Santa Clotilde (attuale Don Orione), Villa Ormond e Villa Magnolie

Sanremo. Si è svolta una conferenza a cura della classe 4ªR del Liceo ‘Cassini’, guidata dal professore Iezzi, nell’aula magna di Villa Magnolie. La conferenza ha illustrato il progetto PON realizzato l’anno precedente dalla classe 4R, ovvero una meticolosa ricerca per ricostruire la storia locale (del ponente ligure), e in particolar modo quella di Sanremo, durante il periodo della Belle Époque. Tutto ciò è stato realizzato grazie all’intervento del dottor Macchi, del professor Iezzi e della professoressa Navone.

Il progetto si è concluso con la redazione, da parte dei ragazzi, del piccolo libro “Una camminata nella Belle Époque tra ville e giardini”, nel quale sono raccontati alcuni dei luoghi di interesse più celebri della Città dei Fiori. Tra i siti citati, è stata recata particolare attenzione a Villa Santa Clotilde (attuale Don Orione), Villa Ormond e Villa Magnolie.

Ecco un profilo delle Ville che nell’Ottocento hanno reso Sanremo uno dei maggiori centri turistici e culturali dell’intera Europa.

Villa Santa Clotilde: costruita come dimora residenziale, fu acquistata nel 1922 da Don Orione (di cui oggi si mantiene il nome). Egli ne fece una casa d’accoglienza, dove erano soccorsi orfani, poveri, malati di mente, disadattati e vittime dei terremoti. “Quando i malati si presentano alla porta del Piccolo Cottolengo, non si può chiedere di che religione o nazione siano, ma se hanno un dolore da lenire“. Oggi è diventata una casa di riposo.

Villa Ormond: Ricostruita nel 1890 dopo un terremoto, questa villa ospitò politici svizzeri, francesi, e numerosi artisti. L’edificio fu costruito su un solo piano rialzato con pietre che il signor Ormond fece giungere direttamente da Tolone: tutto il corpo dell’edificio è percorso da un’ampia terrazza affacciata sul bellissimo panorama. La villa venne messa in vendita nel 1925, nonostante avesse suscitato l’interesse di un benestante svizzero, fu acquistato dal Comune di Sanremo, tuttora proprietario. Oggi è sede dell’Istituto Internazionale di Diritto Umanitario.

Villa Magnolie: Frequentata da alcuni dei personaggi più rilevanti della Belle Époque, Villa Magnolie fu sede della Saint George’s School. A partire dal 2009, è diventata la succursale del liceo Gian Domenico Cassini. tra gli ospiti che hanno soggiornato in questa villa, si ricordano il Duca di Savoia Amedeo d’Aosta e il sultano Maometto VI. Quest’ultimo, dopo essere stato deposto, fuggì da Instanbull e si trasferì a Sanremo nel 1923. Collaborò con Benito Mussolini e con il re Vittorio Emanuele III fino al 1926, quando morì forse avvelenato. La sua salma restò 30 giorni in Villa e fu oggetto di un lungo braccio di ferro tra le nazioni, dato che nessuno voleva occuparsi di questa. oggi la salma si trova a Beirut.

«Il progetto proposto dalla classe 4a R ha suscitato l’interesse del nuovo preside del Liceo Cassini, il dottor Claudio Valleggi, al quale abbiamo proposto le seguenti domande sulla nostra regione. I Da quanto tempo si trova qui e quale zona preferisce della Liguria? II Cosa l’ ha colpita della Liguria? III È già venuto a conoscenza del “mugugno” ligure?

I. Ho conosciuto la Liguria durante il servizio militare e nonostante la vicinanza con la mia regione, ovvero la Toscana, la zona che conosco meno è appunto quella del Ponente Ligure, che ritengo essere la più bella ed il fiore all’occhiello della Liguria, molto influenzata dai costumi e dagli usi del Piemonte.

II. La Liguria è molto diversa da zona a zona e dunque la caratteristica del Ponente, ripeto, è quella di essere  molto influenzata dal carattere piemontese. Sanremo Inoltre ha un’apertura mentale che deriva  dal ruolo nazionale ed internazionale che ha avuto e che ancora tuttora ha. Ciò la rende particolare nell’ambito della regione, e ritengo quest’ultima essere una delle zone più vivaci della regione.

III. Per ora non ho notato questo aspetto dei Liguri, nonostante i numerosi avvertimenti di amici ed insegnanti che mi dissero in precedenza di questa tendenza dei Liguri al mugugno» – fanno sapere Toni Emanuele, Gramegna Beatrice, Di Fabio Mattia, Gabardi Francesco 2A.

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