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Processo Breakfast, pm chiede quattro anni e sei mesi per Claudio Scajola foto

Dopo una requisitoria fiume suddivisa in due diverse udienze

Reggio Calabria. Il procuratore aggiunto di Reggio Calabria Calabria Giuseppe Lombardo ha chiesto una condanna quattro anni e sei mesi di reclusione nei confronti dell’ex ministro dell’Interno e attuale sindaco di Imperia Claudio Scajola, imputato insieme ad altri nel cosiddetto ‘Processo Breakfast‘ e accusato di procurata inosservanza della pena per il presunto tentativo di favorire la latitanza di Amedeo Matacena.

scajola processo breakfast

Per Scajola, il pm ha richiesto l’esclusione dell’aggravante mafiosa.

«Nessuno degli imputati ha posto in essere comportamenti non rilevanti penalmente, non scriminanti o inconsapevoli», ha detto Lombardo al termine della requisitoria. E su Scajola: «Risponde del 390 (procurata inosservanza di pena, ndr) per un condannato per mafia: reato gravissimo anche perché lo fa in un contesto che non ci consente di spiegarne le motivazioni. Presta un aiuto a Matacena per mantenerlo operativo all’interno di una vasta attività imprenditoriale attraverso l’aiuto della moglie Rizzo. Non aiuta la Rizzo, ma aiuta Matacena e diventa promotore di una serie di iniziative che spesso e volentieri Chiara Rizzo condivide».

Claudio Scajola in aula in attesa della richiesta

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La richiesta è arrivata stamane, dall’aula bunker di Reggio dove si è celebrato il processo, davanti al collegio giudicante presieduto da Natina Pratticò. Centodue le udienze complessive: una lunghissima istruttoria dibattimentale che ha visto sfilare i numerosi testi del pm. Udienze alle quali Claudio Scajola ha voluto presenziare. Come a quella odierna, nonostante le difficoltà legate al maltempo che fino all’ultimo gli hanno fatto temere di non arrivare in tempo.

Oltre alla condanna per Scajola, il procuratore aggiunto ha chiesto una condanna a 11 anni e 6 mesi per Chiara Rizzo, moglie di Matacena; chiesti 7 anni e 6 mesi di reclusione per Martino Politi e Maria Grazia Fiordelisi.

Il prossimo 11 novembre, il legale di Scajola pronuncerà la propria arringa difensiva. La sentenza è attesa per lunedì 2 dicembre.

Giuseppe Lombardo, procuratore aggiunto Reggio Calabria

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