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Parole di un padre

Prescrizione per i presunti carnefici di Martina Rossi, Marco Scajola: «Paese che non difende e protegge propri figli non è civile»

Gli imputati sono Alessandro Albertoni e Luca Vanneschi di Castiglion Fibocchi

Imperia. «Una ragazza muore tentando di fuggire ad uno stupro, i due criminali invece che pagare con una giusta condanna, presto saranno liberi. Un Paese che non difende e non protegge i propri figli non è un Paese civile».

L’assessore regionale di Forza Italia, Marco Scajola – forse più da padre che da amministratore pubblico –  commenta così la notizia della caduta in prescrizione, del reato di “morte in conseguenza di un altro reato”, intervenuta nel processo in merito alla morte di Martina Rossi. Il procedimento, giunto al secondo grado do giudizio, vede sul banco degli imputati Alessandro Albertoni e Luca Vanneschi di Castiglion Fibocchi in provincia di Arezzo. Per il reato prescritto i due erano stati condannati, in primo grado, a tre anni di reclusione. Resta in piedi la tentata violenza sessuale di gruppo.

Secondo il verdetto di primo grado la ventenne che studiava a Genova, ma che cresciuta insieme ai genitori a Imperia, quel 3 agosto 2011 precipitò dal sesto piano della camera di un hotel di Palma di Maiorca nel tentativo di sfuggire ad uno stupro.

Le autorità spagnole liquidarono l’accaduto come suicidio dopo aver aggredito senza motivo Albertoni e Vanneschi che che si trovavano con lei nella stanza.

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