Bordighera, il consigliere Ramoino: «Nel budello cittadino area di cantiere usata per accumulare rifiuti» foto

«Ovviamente si tratta di un'area privata, oggetto di numerose segnalazioni, dei residenti e del sottoscritto che ha più volte presentato interrogazioni discusse in consiglio comunale»

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Bordighera. Le dichiarazioni del consigliere comunale del gruppo misto Giovanni Ramoino:

«Esiste un pericoloso “strabismo” amministrativo a Bordighera. Nel centro cittadino gli studenti piantano mille “ciclamini biologici”: ottima iniziativa, effetto meraviglioso, assolutamente condivisibile.

Ma poi basta svoltare un angolo, per esempio nella ben nota via Trento, nel budello cittadino, per osservare l’ennesimo tentativo di usare l’area di cantiere per accumulare grossi rifiuti, sottratti al loro naturale destino: la discarica comunale. È stupefacente osservare come possano essere entrati in un’area cintata, e chiusa con un lucchetto: le dimensioni e l’attenta disposizione, escludono il deposito casuale.

Ancor più stupefacente è osservare l’atrio dell’ex Albergo Riviera, attiguo all’area precedente, protetto verso l’esterno da una robusta griglia metallica, ma deposito di una montagna di rifiuti e di un tappeto di escrementi animali. Tutto visibile ai numerosi cittadini e turisti, che percorrono il vicolo per accedere al lungomare, attraverso la porta vetrata che si affaccia sulla strada.

Ovviamente si tratta di un’area privata, oggetto di numerose segnalazioni, dei residenti e del sottoscritto che ha più volte presentato interrogazioni discusse in consiglio comunale. Restano i problemi igienici e le numerose promesse delle amministrazioni, attuali e passate, di provvedere, financo con ordinanze specifiche e con annunci di sanzioni. Ma lo strabismo a queste latitudini corre il rischio di trasformarsi in pericolosa labirintite se ci si allontana di pochissimo dal patinato e infiorato centro cittadino.

Davanti all’ingresso della galleria che porta all’area portuale, possiamo ammirare un’altra, simpatica, improvvisata, discarica a cielo aperto: questa volta non privata, ma con evidenti responsabilità pubbliche; la tipologia del materiale depositato in “brutta vista”, va dai lampioni dismessi, alle sedie di plastica rotte, da sacchi neri ( non conformi ), accumulati a lato strada.

Per l’ennesima volta presenterò un’interpellanza al prossimo consiglio comunale, ma intanto auspico che si prendano provvedimenti per risolvere, definitivamente, quanto documentato».

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