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Ztl in via Cascione a Imperia, le posizioni di Potere al Popolo e Rifondazione Comunista

«Sospettiamo che sia in atto il proposito di ripristinare “le buone vecchie abitudini che tanto piacciono a questa amministrazione” in barba a tutte le raccomandazioni circa l’urgenza estrema di ridurre l’inquinamento»

Imperia. Le posizioni di Potere al Popolo e del Partito della Rifondazione Comunista in merito alla Ztl in via Cascione:

«“Un centimetro per volta”, “Imperia è il clima migliore d’Italia”, slogan da mesi ripetuti e che risuonano suscitando, non senza ragione, scoramento, rabbia, delusione, rassegnazione.

Sarebbe certo auspicabile che l’amministrazione comunale di Imperia dedicasse le sue migliori energie nel contrasto alle ndrine, profondamente radicate nel nostro territorio piuttosto che prediligere, convenientemente, un atteggiamento negazionista.

Sarebbe auspicabile una pratica politica e sociale che contribuisca a ridurre il numero dei reati. Solo qualche giorno fa il Sole 24 ore riferiva che Imperia è la nona città in Italia per numero di reati denunciati e prima in Liguria con 4700 reati nel 2018 e un sensibile incremento rispetto al passato.

Sarebbe auspicabile l’impegno dell’amministrazione a ridurre un altro triste primato, la mancanza di occupazione e ancor di più l’elevato tasso di disoccupazione giovanile. E invece con lo slogan compulsivamente ripetuto, “un centimetro per volta”, si giustifica l’acquisto dell’ex sede dell’APT in viale Matteotti, la sua ristrutturazione al fine di meglio concentrare i Palazzi del Potere e la ristrutturazione, senza vincolo di spesa, delle toilettes riservate all’elite nel Palazzo comunale con uno stanziamento di 70 mila euro, nonostante la difficile situazione finanziaria che ha portato il Comune al predissesto. Nello slogan “un centimetro per volta” non sono inclusi interventi volti a migliorare la qualità della vita dei cittadini.

Manca un impegno sostanzioso che miri a migliorare i servizi sanitari, al contrario assistiamo da tempo ad un progressivo impoverimento reso ancora più evidente dalla politica di privatizzazioni avide, inefficaci ed indifferenti, che con questa amministrazione è in fase di preoccupante accelerazione.

Manca l’impegno a compensare la domanda di salute attraverso un incremento dell’attività dei Consultori pubblici che al contrario ricevono risorse sempre più ridotte. Le liste di attesa per visite ed esami diagnostici sono sempre più vergognosamente lunghe. È evidente l’assenza di una visione lungimirante di città, di una concezione sostenibile della qualità della vita.

Ed eccoci finalmente giunti al motivo di questa nostra comunicazione che è poi la ragione per la quale ci posizioniamo criticamente rispetto al Sindaco e alla sua Corte Obbediente.

Abbiamo ragione di sospettare che sia in atto il proposito di ripristinare “le buone vecchie abitudini che tanto piacciono a questa amministrazione” in barba a tutte le accorate raccomandazioni circa l’urgenza estrema di ridurre l’inquinamento, di migliorare la qualità dell’aria in città, impegno che da anni è in cima alle priorità in numerose città della Penisola, dove sempre più numerosi sono i centri storici, e non, esclusi al traffico automobilistico. È evidente che il Sindaco rimane sordo al grido di allarme degli scienziati e al più recente dei giovani imperiesi che pur numerosi hanno fatto sentire con forza la loro voce. E chi se ne frega dei giovani ben altri e lucrosi interessi val la pena soddisfare.

Così si realizzano parcheggi in Piazza Ricci, si riapre la Ztl per 8 ore al giorno nel più bello dei Borghi “Il Parasio”, si elimina la Ztl alla Marina. E non ancora paghi si coglie al volo l’occasione di riaprire al traffico Via Cascione, in barba al cospicuo investimento attuato per mutarne finalmente l’aspetto, la vivibilità e la sostenibilità. Certo si può obiettare che la decisione è ispirata al criterio di eccezionalità che potrebbe anche dirsi ragionevole e pertanto giustificabile. Scusate se siamo diffidenti, ragioni ne abbiamo.

La storia della città di Imperia ma non solo, ci insegna che il criterio dell’eccezionalità è assai frequentemente utilizzato quale pretesto atto a mascherare scelte impopolari. Non è forse vero che il criterio di eccezionalità ispirò l’occupazione del Porto Commerciale? Non è forse vero che il criterio di eccezionalità ispira la svendita del patrimonio pubblico a privati?

I politicanti, ripetiamo, i politicanti, sanno quanto sia facile trasformare l’eccezionalità in norma. I cittadini tanto si abituano presi, come sono, dalla loro quotidianità, per molti, anzi troppi, ahinoi, anche difficile e dolorosa. E allora proviamo ad immaginare cosa possa esserci dietro l’eccezionale apertura al traffico di via Cascione.

Abbiamo motivo di temere sudditanze politiche nei riguardi di qualche potente bottegaio. Basta sfogliare le pagine più recenti della storia della pedonalizzazione della via sopra indicata, per scoprire con quanta arroganza si è ostacolata la realizzazione di quella che era ed è ragionevolmente una scelta ovvia. Realizzata l’impresa non pochi l’hanno progressivamente apprezzata, anche quelli che erano inizialmente titubanti si sono poi scoperti favorevoli.

Abbiamo motivo di ritenere che l’attuale interruzione di via Cascione rischi di renderne poi difficile il ripristino, considerato che il processo di pedonalizzazione del centro cittadino richiede tempo affinché gli abitanti possano costruire nuove abitudini e sperimentare quanto possa essere vantaggioso vivere la propria quotidianità in luoghi più salubri e immaginarne le inattese risorse.

Che sia chiaro, non contestiamo i lavori in galleria Gastaldi. Non si esclude che la temporanea chiusura di quella via d’accesso intasi il traffico imperiese, già difficile, mancando un piano lungimirante di mobilità benché in alcune ore del giorno il traffico in quella zona non sia così intenso. Tuttavia l’Amministrazione, pur nella condizione di ricorrere al criterio di eccezionalità, avrebbe potuto insistere su percorsi alternativi, praticabili e sufficientemente veloci come: da ovest, Aurelia, Igiene, Fondura, via Acquarone; da Est, via Aurelia, piazza Roma, via Verdi, Rotonda di Artallo, via Acquarone, strade tutte ugualmente praticabili ed accessibili. Eccezionalmente si poteva valutare il doppio senso di marcia, oppure un senso unico inverso all’attuale nella parte ciclabile di via Cascione.

Non possiamo che concludere, con profondo rammarico, che manca una visione di futuro della città e questa tragica assenza di prospettiva coinvolge troppi ambiti della vita cittadina. Al contrario è sempre più palese l’indifferenza, la sordità propria di chi prediligendo una gestione padronale del potere, non può che prestare occhi ed orecchie ai propri interessi e quelli di pochi altri compari. Un centimetro per volta anche il sole prenderà congedo dalla nostra bella città».

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