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Seborga avrà una principessa: inizia la sfida tra Nina e Laura foto

Rispettivamente consorte del principe dimissionario Marcello I e figlia del primo principe di Seborga, Giorgio I, le due donne hanno esposto i punti salienti dei loro programmi

Seborga. C’è la rivendicazione dell’indipendenza del principato di Seborga, nei programmi di governo presentati oggi pomeriggio dalle due candidate al ruolo di principesse: Nina Menegatto e Laura Di Bisceglie, che si sono presentate ufficialmente oggi agli elettori. Rispettivamente consorte del principe dimissionario Marcello I e figlia del primo principe di Seborga, Giorgio I, Nina e Laura hanno esposto i punti salienti dei loro programmi.

«Vorrei innanzitutto riorganizzare gli statuti, modernizzarli e lavorare su quelli vecchi», ha detto Nina, che punta a una maggiore promozione di Seborga in Italia e all’estero, che potrà essere diffusa anche attraverso lo sport e l’organizzazione di eventi. Tra le iniziative: «Riaprire la Zecca di Seborga, in modo che in paese si possa tornare a utilizzare il Luigino (l’antica moneta del principato)», ha concluso Nina.

Cultura e storia sono invece alla base del programma di Laura Di Bisceglie, che vorrebbe creare anche un museo all’interno della casa natale di Giorgio. «Seborga è uno stato sovrano dei Cistercensi – ha detto la candidata – E’ un principato riconosciuto, ma di diritto. Manca solo il riconoscimento politico che otterremo cercando i documenti che ora sono spariti da qui». I seborghini voteranno la candidata favorita il prossimo 10 novembre: in ogni caso, per la prima volta nella storia, al comando dell’autoproclamato principato ci sarà una donna.

Nina Menegatto: «Vorrei riorganizzare gli statuti, modernizzarli e lavorare su quelli vecchi, e poi ho in mente di avviare il turismo a Seborga, di portare più gente possibile, promuoverlo sia in Italia che all’estero a livello mediatico e con i nostri rappresentanti, come abbiamo già fatto nel passato e continuare su questa linea. Poi ho anche altre idee come un e-shop a cui possono partecipare tutti i commercianti di Seborga, in modo che i loro prodotti possano essere conosciuti anche fuori dal nostro territorio, in tutto il mondo praticamente. Poi ovviamente c’è il tema dell’indipendenza: abbiamo voglia di ricominciare, cercare i documenti che non ci sono stati mai dati. Vorrei rilanciare il Luigino, in modo che in paese si possa pagare con la nostra moneta: una cosa molto carina anche a livello di turismo, e anche a livello internazionale. Negli ultimi mesi, non facili, i seborghini mi sono stati molto vicini, mi hanno aiutati tanto, e per questo ho deciso che volevo continuare e non abbandonare il territorio. La sfida con Laura, figlia del primo principe di Seborga, non è facile, ma è anche una bella cosa che siamo due donne, siamo nel 2019 e si vede che è ora di cambiare».

Laura Di Bisceglie: «Per me è un grande onore essere qui oggi e vedere che c’è gente interessata a questa nostra candidatura. Per me è molto importante far riconoscere Seborga dal punto di vista storico e culturale perchè ormai se ne sono un po’ perse le tracce. Le persone vengono, sanno che è un principato, ma poi non sanno niente: non sanno cosa fare, dove andare. Io chiaramente glielo spiego, ma Seborga da questo punto di vista ha bisogno di rifiorire. Seborga ha un’importanza storica e culturale millenaria, Seborga era già luogo sacro dei Celti, poi dei Catari, poi sono arrivati la Povera milizia di Cristo, il famoso Ordine del Santo Sepolcro e quindi ha una storia così bella e così importante che a me preme proprio farla conoscere in primis ai seborghini e poi a tutto il resto del mondo.

Mio padre ha fatto il lavoro più grande: ha scritto tanti libri sulla storia di Seborga, è stato ospite a varie trasmissioni televisive, però in questi ultimi dieci anni, la storia è andata un po’ nel dimenticatoio. Dobbiamo ripartire proprio da lì e far conoscere tutta l’importanza e la bellezza che Seborga ha e ha avuto. Questa sfida dell’indipendenza me la porrò più avanti: quando tutti conosceranno bene la storia di Seborga allora si vedrà, quando poi si rinizierà una causa per l’indipendenza allora si dirà “A Seborga avevano ragione a dire così perché era uno stato sovrano dei Cistercensi, perché ha tutto il diritto di esserlo”.

Seborga è principato riconosciuto, di diritto, però non ha ancora riconoscimento politico perché era stata fatta questa famosa causa a Strasburgo, che poi non è ancora finita, quando toccherà a noi se ne parlerà però prima voglio far capire che è un principato e perché vuole essere indipendente, perché ha il diritto di essere indipendente a tutti gli effetti, allora si, allora lì sarà un lavoro lungo perché ci sarà da riscoprire tutti i documenti antichi che attestano la veridicità di ciò che sto dicendo e che è stato detto fino ad oggi».

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