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Sanremo, allerte meteo disattese. Biancheri, «C’è qualcosa che non va nel sistema Arpal – Protezione civile»

Anche il meteorologo Achille Pennellatore, che cura una rubrica sul nostro giornale, ha bacchettato l'Arpal per le sue previsioni

Sanremo. Scrive un post il sindaco di Alberto Biancheri sulla sua pagina Facebook. Lo scrive in merito alle due scorse allerte meteo arancioni emanate dall’Arpal, poi (per fortuna) non effettivamente concretizzatesi, ma che hanno comunque indotto il primo cittadino matuziano, come la stragrande maggioranza dei suoi colleghi in provincia, a chiudere scuole, impianti sportivi ed edifici pubblici.

Questi provvedimenti hanno da subito scatenato non poche polemiche tra l’opinione pubblica, che vede negativamente questa sorta di “allarmismo istituzionale”. 

Anche il meteorologo Achille Pennellatore, che cura una rubrica sul nostro giornale, ha bacchettato l’Arpal per le sue previsioni. E lo stesso fa Biancheri, in un passaggio del suo post.

Eccolo: «Se però, come successo domenica scorsa, alle ore 13 viene emanato un bollettino e uno stato di allerta meteo che indica allerta per temporali forti, organizzati e persistenti (allerta arancione) dalle 15 di domenica alle 15 del lunedì dopo (quindi valevole per le successive 24 ore), e poi piove forte solo un’ora tra le 3 e le 4 di notte, allora c’è qualcosa che non va, qualcosa da registrare nel sistema Arpal – Protezione civile. Perché se un’allerta inizia ad essere percepita come inefficace dalla popolazione, se un’allerta smette di avere la sua funzione di vigilanza, questo diventa un problema serio».

Qui di seguito il post completo: «Al termine di questo ciclo di maltempo che ha portato all’emissione di due stati di allerta meteo arancione in pochi giorni, credo che sia opportuno fare una riflessione – anche qui, pubblicamente – su un tema molto sentito dalla popolazione.

Partiamo da alcune premesse:
– le previsioni e il monitoraggio meteoidrologico ufficiali competono ad Arpal
– il settore Protezione civile regionale emana le opportune allerte meteo
– in relazione ai bollettini ufficiali e alle allerte meteo emanate, i sindaci mettono in atto tutte le disposizioni contenute nei piani di protezione civile ed ogni altra azione ritenuta utile alla prevenzione e alla salvaguardia della sicurezza pubblica

Questo è il meccanismo ufficiale e queste sono le uniche voci ufficiali da ascoltare in un frangente delicatissimo come quello di uno stato di allerta meteo.

Ciò premesso, una riflessione propositiva e costruttiva va fatta, filtrando il dibattito da sensazionalismi e protagonismi vari e rifuggendo le opposte categorie del “va tutto bene così” e del “va tutto male, io Arpal non la ascolto”.

Si è parlato molto in questa settimana di previsioni meteo e di responsabilità, anche in relazione al colore delle ultime due allerte deciso da Arpal-Protezione civile: arancione. E’ bene ricordare che quella arancione è l’allerta massima per i temporali. Non esiste livello superiore, se non per i rischi idraulici e idrogeologici che, nella loro scala massima, prevedono anche l’allerta rossa. Se a me l’Arpal, che è appunto l’organo ufficiale, dotato di squadre di meteorologi che monitorano costantemente i modelli matematici, dice che saremo in allerta arancione, mi evidenzia “alta probabilità di temporali forti, organizzati e persistenti”, e mi dice che resteremo in questo stato di allerta per ben 24 ore dal loro avviso (immaginate uno scenario di 24 ore consecutive di temporali forti), io le scuole le chiudo. Non dimentichiamoci che anche in un recente passato si sono purtroppo verificati episodi tragici per allerte arancioni sottovalutate.

Se però, come successo domenica scorsa, alle ore 13 viene emanato un bollettino e uno stato di allerta meteo che indica allerta per temporali forti, organizzati e persistenti (allerta arancione) dalle 15 di domenica alle 15 del lunedì dopo (quindi valevole per le successive 24 ore), e poi piove forte solo un’ora tra le 3 e le 4 di notte, allora c’è qualcosa che non va, qualcosa da registrare nel sistema Arpal – Protezione civile. Perché se un’allerta inizia ad essere percepita come inefficace dalla popolazione, se un’allerta smette di avere la sua funzione di vigilanza, questo diventa un problema serio.

Io ho messo sul tavolo due proposte di lavoro:

1) UNA MIGLIORE SUDDIVISIONE DEL TERRITORIO
E’ cosa nota anche ai non esperti di meteorologia che il ponente ligure goda di un microclima particolare tale da renderlo peculiare anche sotto il profilo meteorologico. Sanremo (zona A) non può avere la stessa congruenza meteorologica di Cisano sul Neva (stessa zona A), per fare un esempio.

2) AGGIORNAMENTI METEO PIU’ COSTANTI
Ripeto riprendendo l’esempio di domenica scorsa: non si può dare un allerta meteo arancione per 24 ore senza neanche un aggiornamento nel mezzo. Tanto più se poi effettivamente piove solo un’ora. Servono bollettini ufficiali ogni 3-4 ore, o almeno ogni 6 ore, come accade in Francia. Questo permetterebbe, a mio avviso, di abbattere le percentuali di errore (con tutti i miglioramenti che ne conseguirebbero sul piano sociale della prevenzione), di ridurre i disagi alle famiglie, alle imprese e al tessuto commerciale, pur mantenendo altissima la soglia di prevenzione, dando a noi sindaci gli strumenti necessari per predisporre le azioni più efficaci anche in un lasso di tempo più breve (ad es. chiusure scuole, strade, palestre, cimiteri).

Di questo ed altro parlerò con i miei colleghi sindaci della provincia, al fine di portare avanti un’istanza condivisa e proporre agli organi competenti delle possibili migliorie a tutela della collettività. Nel frattempo, la mia forte raccomandazione a tutti i mie concittadini è quella di non abbassare la guardia nelle fasi di allerta: pur senza allarmismi, prestare sempre la massima attenzione alle disposizioni delle autorità locali e alle norme di autoprotezione del codice di Protezione civile. Le allerte meteo sono una cosa seria e le allerte meteo arancioni non vanno minimamente sottovalutate, come ci ricorda purtroppo la drammatica vicenda di Livorno di due anni fa».