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“Restiamo umani”, i no borders tornano a sfilare a Ventimiglia contro i governi fotogallery

Sono circa 350 i manifestanti che si sono radunati in via Tenda

Ventimiglia. E’ partita da via Tenda, alle 15 in punto, la ‘Parata senza frontiere’ organizzata dagli attivisti di Progetto 20K. Circa 350 attivisti pro migranti – tra cui giocolieri, saltimbanco e tanti bambini con i propri genitori – si sono radunati da tutto il nord Italia per dare vita al corteo pacifico e festoso che ha attraversato la città di confine per poi terminare ai giardini Tommaso Reggio.

manifestazione no border ventimiglia

A presidiare la manifestazione, un imponente cordone di forze dell’ordine con circa sessanta uomini in divisa, tra carabinieri, poliziotti e finanzieri, oltre a quelli in borghese. La manifestazione è terminata alle 16,30 con una assemblea pubblica per discutere dei problemi legati alla migrazione dei popoli e alle frontiere. Non sono mancati i cori, alcuni dei quali rivolti all’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini.

Al passaggio in via Aprosio e nella centralissima via Cavour, la sfilata ha letteralmente contribuito ha paralizzare l’Aurelia. Un tamponamento a Nervia ha complicato ulteriormente la situazione. Anche i mezzi di soccorso hanno faticato non poco ad attraversare il centro.

«Abbiamo costruito questa parata muovendoci tra arte, giocoleria, musica e fantasia, per coinvolgere tutte e tutti ad essere parte di un’alternativa, dove umanità e la libertà di muoversi e di restare diventano le fondamenta su cui costruire città migliori senza discriminazioni di provenienza, genere o reddito, spiegano gli attivisti di Progetto 20k.

Le politiche della governance Europea, delle Istituzioni francesi, di qualsiasi Governo italiano e delle Istituzioni Locali hanno sempre agito a Ventimiglia, come in tanti altri territori, solamente nell’ottica del controllo ossessivo dei flussi, della militarizzazione del confine e del razzismo diffuso.
Costruiamo una giornata di alternativa rispetto alle deportazioni, agli abusi delle forze dell’ordine, al respingimento dei minori e allo sfruttamento dei corpi e delle esistenze delle donne e uomini migranti.

I Decreti Sicurezza di Salvini, insieme alle precedenti Politiche del PD di Minniti hanno aggravato le condizioni delle persone in viaggio e non solo, hanno sempre colpito anche tutte e tutti noi, soprattutto hanno costruito una criminalizzazione della solidarietà dal Mediterraneo ai confini interni. Anche con la formazione di questa nuova compaggine di Governo non vediamo i primo piano temi quali: la libertà di movimento e la possibilità di scegliere dove migliorare le proprie condizioni di vita».