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Processo Breakfast, non solo Matacena. Pm accusa Scajola: «Coinvolto nella latitanza di Dell’Utri»

Emergono nuovi particolari dall'aula bunker di Reggio Calabria

Reggio Calabria. «Scajola era perplesso nel far spostare Matacena in Libano, ma Speziali lo ha rassicurato dicendo che ha fatto una cosa più difficile (ossia lo spostamento di Dell’Utri). Speziali e Scajola, entrambi, hanno un pieno coinvolgimento nella latitanza di Dell’Utri».
Lo ha dichiarato il pubblico ministero Giuseppe Lombardo nel corso della requisitoria del Processo Breakfast, che vede sul banco degli imputati il sindaco di Imperia, ed ex ministro dell’Interno Claudio Scajola.

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Nel corso della ricostruzione della fase dibattimentale del processo, Lombardo ha parlato di un «parallelismo tra le latitanze di Matacena e Dell’Utri».

«In assenza di elementi di sospetto, il dato introitato attraverso le intercettazioni è un dato genuino – dice ancora Lombardo – Noi ci troviamo di fronte ad una affermazione che ha un peso enorme. Nella complessiva dinamica ricostruttiva che si porta avanti in questa sede, e cioè da un discorso in cui si parla di Marcello (Dell’Utri, ndr) e di quello che gli succederà, si arriva a una frase di Speziali che dice: “Grazie a Dio non ti hanno ricollegato a Marcello”. Questo nel mio linguaggio significa che un collegamento tra te (Scajola) e Marcello c’è ma nessuno lo ha scoperto».

Un retroscena nuovo, quello del presunto coinvolgimento di Scajola nella latitanza di Marcello Dell’Utri, ex senatore per Il Popolo della Libertà e per Forza Italia, che fondò con Silvio Berlusconi. Dell’Utri era stato condannato a 7 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa, in quanto riconosciuto mediatore tra Cosa Nostra e Silvio Berlusconi. Nell’aprile 2018, poi, ha è stato condannato nuovamente in primo grado a 12 anni di reclusione a conclusione del processo sulla trattativa tra Stato italiano e Cosa nostra.

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