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Imperia, mancata sospensione della patente del marito dell’ex procuratore. «Decisione presa da comandante»

L'ex comandante dei carabinieri di Imperia: «Non vado a interferire con una decisione autonoma presa dal mio colonnello»

Imperia. «Non vado a interferire con una decisione autonoma presa dal mio comandante». Con queste parole, rispondendo a una domanda del pubblico ministero, il procuratore capo di Imperia Alberto Lari, il colonnello David Egidi sembra voler scaricare sul suo ex comandante provinciale, colonnello Luciano Zarbano, la responsabilità di non aver notificato l’atto di sospensione della patente di guida a Gianfranco Cabiddu, marito dell’ex procuratore capo della Repubblica di Imperia Giuseppa Geremia.
Cabiddu ed Egidi sono accusati rispettivamente di falso e abuso d’ufficio. Zarbano invece è stato assolto in appello, dopo una condanna in primo grado a un anno, e il 2 ottobre scorso la sentenza di assoluzione è divenuta irrevocabile.

«Lei quindi era consapevole che dal giorno 7 Cabiddu guidava senza averne titolo? Cioè che guidava la macchina senza poterlo fare? Alla domanda del pm, Egidi, che all’epoca dei fatti era comandante della compagnia dei carabinieri di Imperia, ha risposto «sì». «Però non ha notificato? Perché?». «Perché c’erano altri che prendevano decisioni», ha risposto Egidi.

Durante l’esame dell’imputato, che si è svolto oggi davanti al collegio giudicante presieduto dal giudice Donatella Aschero, sono stati ricostruiti i rapporti tra l’ex procuratore e i carabinieri. Rapporti che Egidi ha definito «bipolari». «Se sul piano personale erano cordiali, con la moglie di Zarbano che dava del tu alla Geremia e la invitava al compleanno dei suoi bambini – ha detto il colonnello – Sul lavoro c’era molta rigidità». L’ufficiale dei carabinieri ha ricordato quando all’inaugurazione delle Vele d’Epoca nel settembre del 2014, andò a salutare il procuratore «ma non feci in tempo a farlo che quasi mi aggredì – ricorda – Mi chiese perché i carabinieri erano l’unica forza di polizia che ancora non aveva proceduto all’accreditamento online degli ufficiali di pg. “Possibile che i carabinieri si debbano comportare in questa maniera?”, mi disse».
E poi altri casi, nel corso del processo denominato “La Svolta” scaturito dall’indagine antimafia dei militari del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Imperia, coordinati dalla D.D.A di Genova. Screzi a toni aspri, che l’ex comandante di Imperia non riusciva a spiegarsi.

Per quanto concerne la mancata notifica del provvedimento della Motorizzazione che sospendeva a tempo indeterminato la patente a Cabiddu, Egidi ha aggiunto: «Questa concessione gli fu fatta dal comandante in mia presenza. Eravamo io, Cabiddu e Zarbano. Cabiddu ci chiese di aspettare due o tre giorni e il colonnello acconsentì». Passò però un mese. Sul perché fosse trascorso tutto quel tempo, Egidi ha risposto che la famiglia della Geremia era stata colpita da un lutto e quindi, per una questione di delicatezza, si era preferito aspettare il suo rientro dalla Sicilia.
A Cabiddu il provvedimento verrà finalmente notificato il 9 ottobre del 2014, il giorno stesso in cui sostiene l’esame per la revisione della patente di guida.

Il processo è stato aggiornato al prossimo 31 ottobre per la discussione.

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