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Agricoltura, Coldiretti Liguria: «La Brexit non deve condizionare l’export delle eccellenze regionali»

«Preoccupa soprattutto per l’olio Dop Riviera Ligure e il vino Doc, un prodotto quest’ultimo che soprattutto negli ultimi anni è uscito dai confini regionali e ha conquistato, per la sua qualità, molti paesi esteri»

A pagare il conto della Brexit non deve essere l’agricoltura e le grandi eccellenze dei territori, compreso quello ligure, che nei primi sei mesi del 2019, ha registrato il buon andamento nell’export del settore primario (agricoltura, silvicoltura e pesca) verso il Regno Unito, per un valore di oltre 4milioni di euro.

E’ quanto afferma Coldiretti Liguria, su base dati Istat, nel commentare positivamente l’accordo raggiunto sull’uscita ordinata della Gran Bretagna dall’Unione Europea: un risultato che evita il rischio dell’applicazione immediata delle regole WTO in caso di “hard Brexit” e quindi dell’arrivo di dazi e ostacoli amministrativi e doganali alle esportazioni che nell’agroalimentare 2018 ha raggiunto, a livello nazionale, i 3,4 miliardi di euro e classificano la Gran Bretagna al quarto posto tra i partner commerciali del Belpaese nell’agroalimentare.

Con l’accordo si creano le condizioni anche per il mantenimento della tutela giuridica dei prodotti a indicazioni geografica e di qualità (Dop/Igp), almeno fino alla fine del periodo transitorio, prodotti che, senza protezione europea, rischiavano di subire la concorrenza sleale delle imitazione provenienti da Paesi extracomunitari.

«La Brexit – affermano il presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il delegato confederale Bruno Rivarossapreoccupa non poco anche l’export della nostra regione soprattutto per eccellenze locali come l’olio DOP Riviera Ligure e il vino DOC, un prodotto quest’ultimo che soprattutto negli ultimi anni è uscito dai confini regionali e ha conquistato, per la sua qualità, molti paesi esteri.

L’accordo raggiunto quindi è un passo importante per la tutela delle nostre produzioni dalla e in generale dell’agricoltura italiana, che è un settore chiave per vincere le nuove sfide che l’Unione deve affrontare, dai cambiamenti climatici all’immigrazione alla sicurezza».