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Sanremo, Amaie si separa dal ramo idrico. In consiglio approda il conferimento a Rivieracqua foto

L'amministrazione Biancheri detta gli indirizzi per la salvaguardia del comparto elettrico

Sanremo. Passaggio storico alle porte per Amaie Spa, la municipalizzata del Comune che gestisce il servizio idrico e la distribuzione della corrente elettrica di buona parte della Città dei Fiori e di metà Ospedaletti, chiamata a separarsi dal suo “core business” – la gestione dell’acquedotto – che dovrà confluire in Rivieracqua.

Della delicata pratica si parlerà nel consiglio comunale di domani pomeriggio, convocato in via d’urgenza per approvare la delibera relativa all’acquisto da parte di Amaie Energia – controllata alle 100% da Amaie Spa – della pista ciclabile da Area24 (in liquidazione).

A tal proposito, questa mattina la giunta Biancheri ha approvato le linee di indirizzo da impartire al Cda di Amaie: in estrema sintesi esse danno un anno di tempo al presidente Pancotti e al vice Andracco (i quali più direttamente si occupano della questione) per predisporre un piano che preveda o l’aggregazione del comporto elettrico con altre aziende pubbliche dello stesso settore o, in caso di non riuscita dell’operazione, la fattibilità della vendita delle reti a Enel.

Quest’ultima via costituirebbe un’extrema ratio, visto che con il colosso nazionale dell’energia c’è una trattativa in corso da vent’anni, trattativa che non ha mai portato a niente. Anche perché vendere a Enel significherebbe tagliare una trentina di posti di lavoro.

Più verosimile, invece, l’altra prospettiva, cioè la costituzione di una joint venture con altre società a partecipazione pubblica che si trovano nelle stesse condizioni di Amaie, ovvero con un ramo elettrico che serve un numero di utenze piuttosto limitato e che a causa delle strategie impartite dall’Autority per l’energia rischia di non essere più sostenibile sul lungo periodo in un mercato che spinge per la centralizzazione della produzione nelle mani di grandi player.

A preoccupare di più Comune e sindacati sono le possibili ricadute sui lavoratori. Se Enel dovesse subentrare ad Amaie, a rischio ci sarebbero una ventina di stipendi. Al contrario, se il tentativo di joint venture dovesse concludersi positivamente nell’arco di un paio di anni tutti potrebbero tirare un sospiro di sollievo.

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