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Imperia, in aula e nel parcheggio la ricostruzione degli ultimi momenti di vita di Bohli Kaies

Utilizzata una controfigura. Sul banco degli imputati per la morte nel 2013 dello spacciatore tunisino ci sono due carabinieri

Imperia. L’aula Trifuoggi del tribunale del capoluogo  e la sottostante autorimessa del Palazzo di giustizia di via XXV Aprile  sono stati il teatro  della ricostruzione, tramite controfigura, dei momenti  che hanno preceduto la morte di Bohli Kaies, il giovane tunisino che il 5 giugno del 2013  è venuto a mancare dopo essere stato tratto in arresto nel parcheggio di un supermercato di di Riva Ligure da parte dei carabinieri.

Sul banco degli imputati accusati di omicidio colposo sono finiti i militari dell’Arma Fabio Ventura e Gianluca Palumbo. Secondo l’ipotesi di accusa sostenuta in aula dal pubblico ministero Lorenzo Fornace i due  carabinieri avrebbero esercitato, allo scopo di contenere la sua reazione, una pressione eccessiva sul Bohli impedendogli di respirare.

Per meglio accertare i fatti, il perito, il medico legale Lorenzo Varetto nominato dal giudice Laura Russo ha eseguito il complicato esperimento  giudiziale.

E’ stato, infatti, necessario servirsi di un agente di polizia giudiziaria, identificato con le stesse caratteristiche di peso e corporatura di  Kaies. L’agente è stato fatto mettere con le manette ai polsi nelle stesse posizioni alle quali era  stato sottoposto l’uomo durante le fasi dell’arresto, monitorando battiti cardiaci, pressione arteriosa e saturazione, prima sul tavolo dell’aula poi in una vettura dei carabinieri simile (ma non la stessa) utilizzata per l’arresto e il trasporto in caserma.

Si ritorna in aula il 6 novembre per il deposito della perizia.

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