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Imperia, convalidato l’arresto di M’hamed Chamekh: secondo l’accusa ha ucciso l’ex compagna

I fatti a Bologna, l'uomo era stato fermato a Ventimiglia

Imperia. Convalidato dal gip del tribunale del capoluogo Anna Bonsignorio l’arresto di M’hamed Chamekh, il  41enne marocchino sospettato della morte di Atika Gharib, la connazionale  32enne, ex compagna dell’uomo, trovata carbonizzata  in un casolare abbandonato a Castello d’Argile, nella campagna bolognese. Chamekh si è avvalso della facoltà di non rispondere.

La fuga di M’hamed Chamekh era finita a Ventimiglia nei giorni scorsi. Il presunto killer era subito fuggito e, probabilmente nell’intento di raggiungere la Francia, è giunto nella città di confine dove è stato arrestato dalla polizia ferroviaria. Prima che fosse intercettato in mattinata a Ventimiglia, gli investigatori avevano localizzato il suo cellulare in Liguria.

M’hamed Chamekh difeso dall’avvocato Carlo Machirelli del foro di Bologna è indagato per omicidio aggravato dal fatto di averlo commesso ai danni della ex convivente. Il legale ha evidenziato al giudice alcune lacune dell’indagine quali il mancato riconoscimento del cadavere ritrovato carbonizzato solo dopo che i vigili del fuoco erano intervenuti per la seconda volta nel giro di poche ore allo scopo di domare le fiamme di un incendio.

Si indaga anche su alcune telefonate intercorse tra il presunto omicida e le sorelle della donna che ne avevano denunciato la scomparsa.

La pubblica accusa è sostenuta a Bologna dal pm Tommaso Pierini, mentre a Imperia dalla collega Antonella Politi. Gli atti saranno ora trasmessi al gip del capoluogo emiliano per l’esecuzione dell’ordinanza. Possibile che l’uomo venga trasferito in carcere a Bologna.