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Il “caso Sicurello” torna alla Procura federale: sospese le sanzioni per il dopo Sanremese-Fezzanese foto

Lo ha deciso la Corte d'Appello con una ordinanza firmata dal giudice Italo Pappa. Chiesta l'acquisizione del rapporto di Polizia sul comportamento dei tifosi biancoazzurri

Sanremo. La Terza sezione della Corte sportiva d’appello sospende le sanzioni inflitte alle Sanremese per i fatti relativi al match interno con la Fezzanese della seconda giornata del campionato di serie D e terminato 1-0 per gli ospiti dopo una gara segnata da decisioni arbitrali quantomeno discutibili 

Ritenuti necessari ulteriori approfondimenti, i giudici di secondo grado rimandano gli atti alla Procura federale.

I legali  della società matuziana vincono, dunque,  il primo round  contro la sentenza di inibizione (fino al 2 ottobre) del proprio dirigente Glauco Ferrara e l’inflizione della multa di 2.500 euro comminata al sodalizio per il comportamento dei tifosi locali a fine partita nei confronti della terna arbitrale.

La Procura è stata chiamata,  dunque, ad accertare l’effettiva identità della persona indicata nel suo referto dall’arbitro, il contestatissimo  Marco Sicurello di Seregno, che si sarebbe macchiato dei fatti sanzionati, nel merito essere entrato nel terreno di gioco senza averne titolo.

Inoltre, dovrà essere acquisito dalle autorità di Polizia presenti quella domenica al comunale di corso Mazzini il rapporto relativo ai fatti accaduti, con particolare riferimento al comportamento dei tifosi della Sanremese.

Il termine fissato per il deposito delle risultanze è di 20 giorni.

L’ordinanza istruttoria firmata dal presidente del collegio Italo Pappa, ex comandante generale della Guardia di finanza,  nome noto per essere stato il responsabile delle indagini ai tempi di Calciopoli,  è stata depositata in cancelleria nella serata di venerdì.

Lo ricordiamo, La Sanremese era stata multata di 2.500 euro «per avere un proprio dirigente avuto indebito accesso al recinto di gioco al termine del primo tempo, avendo propri sostenitori, rivolto ad un assistente arbitrale espressioni costituenti discriminazione per ragione di razza, nonché ingiuriose e gravemente intimidatorie all’indirizzo di entrambi gli assistenti arbitrali, avendo propri sostenitori, in numero di 30 soggetti, al termine della gara, formato un’adunanza sediziosa fuori dagli spogliatoi causando ritardo all’uscita della terna arbitrale. Usciti gli ufficiali di gara dallo spogliatoio, venivano fatti oggetto di espressioni gravemente minacciose ed ingiuriose da parte dei medesimi sostenitori. Gli stessi colpivano l’auto sulla quale viaggiava la terna con pugni, calci e sputi mentre abbandonava l’impianto sportivo, costringendo le forze dell’ordine e scortarli fino all’ingresso in autostrada».

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