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Alberto Alberti, presidente provinciale di Confindustria: «Cosa vedo nel futuro? Spero una situazione positiva sulla portualità»

«Scajola ora dia continuità all'approdo turistico. Preoccupato per la campagna olearia, una follia la chiusura dei frantoi per gli scarichi»

Imperia. Ai nostri microfoni, nel suo ufficio presso la Latte Alberti di Pontedassio, il presidente provinciale di Confindustria Imperia ha parlato ad ampio raggio delle prospettive economiche e delle sfide che attendono la provincia di Imperia nei prossimi mesi.

intervista alberto alberti

Anche alla luce dei recenti cambiamenti a livello governativo calando la prospettiva nella realtà locale e spaziando dai problemi della portualità all’agroalimentare, dal nuovo governo alle amministrazioni di Imperia e Sanremo.

Presidente Alberti come vede il quadro economico nei prossimi mesi nella nostra provincia? Bisognerebbe avere la sfera di cristallo per rispondere a questa domanda. Da quanto riscontro dai dati che abbiamo in Confindustria c’è una tenuta dell’agroalimentare, mentre il turismo quest’anno ha sofferto un po’ di più, forse a causa della riapertura dei canali con l’estero, la mancanza di soldi nelle tasche delle famiglie. La portualità è il terzo grande pilastro. Ci sono situazioni interessanti nell’estremo Ponente, mentre Imperia non sa ancora cosa farà da grande. Ci sono situazioni che si trascinano da troppo tempo alle quali occorre porre rimedio. In questo senso, il sindaco Claudio Scajola che è mio coetaneo, è una persona che io stimo anche se ho pochi rapporti con lui perché se se stiamo toppo insieme litighiamo.  Mi sento di affermare che dal 1945 sia stato il miglior sindaco con tutte le sue luci e anche ombre. Ha un carattere molto difficile ma sa fare bene il sindaco. E proprio per questo spero che oltre alle parole che spesso spende sul porto seguano i fatti e che, finalmente, riesca a mettere intorno a un tavolo tutti i soggetti interessati, ciascuno dei quali deve essere disposto a rinunciare a qualcosa per non perdere tutto. Quindi cosa vedo nel futuro? Spero una situazione positiva sulla portualità.

E l’Agroalimentare? Ci sono delle ombre, perché per noi  agroalimentare vuol dire prevalentemente olio e i frantoi affrontano in questo periodo un problema molto delicato. In valle Impero è, infatti, concentrato il maggior  numero di realtà produttive ma ci troviamo in un situazione kafkiana. In passato ci sono stati errori amministrativi a causa dei quali  il sistema fognario arriva solo fino a Pontedassio. Molte aziende sono, appunto,  sopra Pontedassio e trattando scarichi, sia pure di acqua di vegetazione che oggi, però, è considerata inquinante e non avendo i sistemi pubblici fatto quello dovevano, queste attività che sono sempre andate avanti in proroga si trovano con la latente minaccia di essere chiuse. E’una follia. Chiederemo un incontro anche al  Prefetto dopo aver parlato con Provincia e Regione, ma speriamo che non accada l’irreparabile, perché sarebbe la ciliegina sulla torta.

Cosa si aspetta dal nuovo governo e quali le ricadute a livello locale? Abbiamo una classe politica che nonostante ci lamentiamo della prima Repubblica ha personaggi che non mi piacciono. Bisognerà vedere quali delle due forze prevarrà tra la rossa e la gialla. Mi lascia perplesso, perché se è vero che c’è molta più somiglianza rispetto fra le due componenti rispetto a quelle di prima e anche vero che quantomeno una delle due precedenti ha dimostrato di avere più lucidità nel governo dell’economia delle regioni che amministra, mentre la porzione che è rimasta è su posizioni di estrema sinistra. La parte socialdemocratica che è il Pd è un partito organizzato. Le premesse sulla carta non sono buone, quando sento parlare di assistenzialismo e di non lasciare soldi alle imprese  per creare occupazione. A livello locale, la Regione non ha questo colore, quindi, speriamo che come in altre regioni che faranno blocco, visto che tutto il Nord si sta muovendo in maniera antitetica rispetto alle decisioni non dei cittadini ma del Presidente della Repubblica che era, comunque, costituzionalmente obbligato a fare così. Si è preferito mediare, questo governo è tutto un compromesso. Sono piuttosto perplesso aspettiamo i fatti, ma sono preoccupato.

Una richiesta al sindaco Scajola? Ma, una richiesta. Sta amministrando mediamente bene. E’ un decisionista e non ha smesso di essere ministro. Il problema principale della città è il porto, vuol dire tantissimo. Parliamo di centinaia di posti di lavoro che si sbloccherebbero, oltre all’indotto del turismo. Quindi si deve impegnare su questo. Buona l’idea di portare le Vele d’Epoca annuali. Gli equipaggi si affezionano di più, anche se in tono minore rispetto al periodo dei grandi sponsor. E’ meglio dare una continuità magari più umile ma con maggiori certezze, perché dovrebbe essere l’appuntamento più importante, come Olioliva e qua si apre un capitolo perché so che ci sono punti di vista diversi.

E per il sindaco di Sanremo Alberto Biancheri? Con Alberto siamo amici, ci consociamo da tanti anno ed è persona che stimo. Ed è anche lui un bravo sindaco. E’ riuscito a coniugare le sue capacità imprenditoriali con l’amministrazione di un comune difficile come quello di Sanremo. Io sono imperiese e sono campanilista anche se sono presidente provinciale di Confindustria  ma riconosco che Sanremo è la città di maggiore riferimento, che ha visto molti più soldi girare, grazie al Casinò. Oggi  i tempi non sono più quelli di 20 anni fa e quindi Biancheri deve fare di necessità virtù.  Vedo, comunque,   la città migliorata. Il sindaco sta facendo un lavoro di piccolo cabotaggio ma di recupero. Deve continuare anche con la collaborazione dei suoi assessori, perché Sanremo rappresenta il turismo di classe di questa provincia. Lo dimostra The Mall il centro commerciale sopra Bussana che è nato tra le polemiche ma che ho visitato, ed è una cosa positiva perché Sanremo deve essere in concorrenza non con Rimini ma con Montecarlo. 

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