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Ventimiglia, dipendente fa ricorso a provvedimento disciplinare. La Cassazione dà ragione al Comune

Era stato eseguito dall’allora direttore generale Marco Prestileo

Ventimiglia. Il Comune di Ventimiglia, rappresentato dall’allora sindaco pro tempore, e attuale primo cittadino, Gaetano Scullino (indipendente di area centrodestra) è stato assolto in via definitiva dalla Cassazione dall’accusa di mobbing, mossa da Fulvio Zanoni, dipendente comunale, che nel 2010 ricorse contro un provvedimento disciplinare, a margine di un demansionamento che scattò, quando Zanoni, attualmente impiegato part time nell’ufficio messi, disse di non poter più lavorare come imbianchino per problemi alla schiena.

I fatti. Nel 2010, in seguito a un contenzioso, venne raggiunto da un provvedimento disciplinare, emesso dall’allora city manager Marco Prestileo, al quale si oppose, citando il Comune in tribunale con l’accusa di mobbing. L’allora sindaco Scullino vinse in primo grado a Imperia e, poi, in corte d’Appello a Genova. Zanoni si è così rivolto alla Cassazione, che ha ritenuto il suo ricorso inammissibile, condannando il dipendente anche al pagamento di tutte le spese legali e processuali: in totale circa 10mila euro. «Il procedimento era regolare e non ho mai avuto dubbi – afferma Scullino -. Essere accusati di mobbing è stato un basso espediente che non è servito, in tutti i tre gradi di giudizio abbiamo avuto ragione».

Zanoni è comparso in giudizio difeso dall’avvocato Roberto Vigneri, che è anche segretario del circolo cittadino del Pd, a Ventimiglia.