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Sanremo, incognita tempi per l’esodo delle superiori ex Pascoli al mercato dei fiori

L'amministrazione comunale ha approvato il progetto esecutivo per 10 classi da 25 studenti l'una

Sanremo. Nel primo lotto funzionale approvato dalla giunta Biancheri per trasformare il mercato dei fiori in un abbozzo di campus scolastico c’è spazio per dieci classi da venticinque studenti l’una. E’ questo il dato con il quale l’amministrazione comunale si deve confrontare a distanza di una ventina di giorni dal suono della prima campanella, a fronte di un fabbisogno degli istituti Turistico e Socio Sanitario Ruffini-Aicardi – rimasti orfani del plesso di corso Cavallotti – stimato in 350 studenti.

In attesa di capire quando inizieranno e per quanto tempo dureranno i lavori al piano ballatoio del mercato di Valle Armea, il 17 settembre dove dovrebbero essere ricollocate quindi le diciassette sezioni che erano presenti nel plesso delle Pascoli? Allo stato attuale la suddivisione dovrebbe avvenire in questa maniera: otto classi del biennio potrebbero essere trasferite per almeno tutto il 2020 nelle scuole medie a Taggia. Le classi del triennio, invece, dovrebbero dividersi tra l’Alberghiero di Arma e la scuola Agraria di Sanremo (9 sezioni in tutto), almeno fino a quando non sarà pronto il primo lotto al mercato dei fiori.

Gli studenti che finiranno in quel di Taggia avranno dalla loro una sistemazione più confortevole ma dovranno rimanervi fino alla realizzazione della seconda tranche del progetto per la struttura pubblica di Valle Armea, al termine della quale la superficie a disposizione delle attività formative sarà triplicata rispetto a quella iniziale che sarà di soli 642 metri quadri. Questa prospettiva è tuttavia vincolata agli eventuali ulteriori finanziamenti che l’amministrazione Biancheri riuscirà a reperire. Da trovare c’è su per giù un milione di euro che si spera possano arrivare dal prossimo bilancio della Regione.

Il primo lotto dei lavori, già finanziato, costerà al Municipio 394 mila euro, ai quali vanno sommati gli 800 mila messi a disposizione dalla giunta Toti. Per addivenire all’idea di “campus” che si è imposta dati gli eventi, i quali hanno portato alla chiusura per inagibilità dell’edificio situato a ridosso dell’ex palazzo di giustizia, ci vogliono in totale 2 milioni e 271 mila euro, come preventivato nell’elaborato redatto da tecnici di Palazzo Bellevue che prevede spazi a uso scolastico per 500 studenti.

A inizio settembre è previsto un nuovo confronto tra Comune e dirigenza scolastica prima che sia fatta una comunicazione ufficiale ai genitori sulla futura sistemazione dei loro ragazzi.

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