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Lavori a Villa Regina Margherita, il sindaco Ingenito risponde a Progetto Bordighera

«Si tratta di opere necessarie ed improrogabili che i consiglieri Mariella e Pallanca dovrebbero conoscere dal momento che durante la loro precedente amministrazione sono stati causa della chiusura della villa»

Bordighera. «Leggendo le affermazioni dei consiglieri Mariella e Pallanca ci tengo a precisare che i necessari ed improrogabili lavori di ricostruzione del muro della villa Regina Margherita ed in particolare i lavori di trivellazione sono iniziati come era programmato da tempo» – risponde così il sindaco Vittorio Ingenito alle dichiarazioni dell’architetto Margherita Mariella per il gruppo consiliare Progetto Bordighera.

«Si tratta di opere necessarie ed improrogabili che i consiglieri Mariella e Pallanca ben dovrebbero conoscere dal momento che durante la loro precedente amministrazione sono stati causa della chiusura della villa.

Al fine di consentire lo svolgimento dei lavori in condizioni di piena sicurezza, nella consapevolezza di come in edilizia un lavoro possa durare oltre le tempistiche stimate, ho deciso di privilegiare la pubblica incolumità degli ospiti e delle opere custodite per cui i lavori sono cominciati non appena il quadro esposto ha lasciato la villa.

Dopo aver assistito ad una parte delle trivellazioni ho avuto conferma che tutte le precauzioni prese avevano un fondamento. Le percussioni necessarie ad estrarre i campioni di terra facevano vibrare il terreno a decine di metri di distanza dalla lavorazione, con tutte le possibili conseguenze del caso. Ora se è vero che nessun detrito del muro è caduto dalla scarpata, è altrettanto vero che non ho trovato alcun tecnico che mi ha garantito che questo non sarebbe in ogni caso successo.

In merito alla decisione di non prorogare la mostra dopo i giorni di trivellazione, posso solo dire che i consiglieri ignorano probabilmente le necessarie cautele da adottare nel movimentare le opere custodite all’interno della villa, così come ignorano i costi di trasferimento e la difficoltà amministrative ad ottenere dalla Soprintendenza l’autorizzazione per lo spostamento delle stesse.

A parer loro avremmo forse dovuto chiamare il museo Marmottan ed i numerosi prestatori ed avvisarli che le loro opere sarebbero state rimosse per un paio di giorni e poi nuovamente esposte, come se fosse tra l’altro semplice trovare qualcuno che si prenda in carico la responsabilità di un’opera che vale diversi milioni di Euro!

Più probabilmente per i due Consiglieri le avremmo potute “tranquillamente” lasciare all’interno, d’altra parte sono quelli che nella precedente amministrazione non hanno avuto problemi a tenere aperta una scuola dell’infanzia con oltre 100 bimbi in un edificio privo di certificato di prevenzione incendi» – afferma il primo cittadino.

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