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Istituzione albo Oss, il punto di vista di Sanremo Libera

Il commento del coordinatore politico Alessandro Condò

Istitutizione dell’albo Oss da parte della giunta regionale, l’opinione di Sanremo Libera. «L’Operatore Socio Sanitario è diventato oggi l’emblema, la figura di spicco dell’assistenza su tutto il territorio nazionale.

L’Oss è quel lavoratore – spiega il coordinatore politico Alessandro Condò – che soddisfa i bisogni primari della persona in contesti sociali e sanitari favorendo il livello di benessere desiderato. In Italia lavorano circa 200 mila operatori, che a seguito del conseguimento di un attestato di qualifica professionale, vengono attraverso mega concorsi inseriti nei sistemi di servizio socio sanitari pubblici, accreditati e privati in collaborazione con le professioni sanitarie e in particolare con quella infermieristica.

Assistere giorno dopo giorno, talvolta per anni, persone in difficoltà come anziani non autosufficienti, disabili, pazienti psichiatrici, malati terminali. Prendersi cura di loro, nella quotidianità e nel tempo. È questo l’impegno dell’Operatore Socio-sanitario (OSS), operatore di base preposto ai bisogni fondamentali dei pazienti assistiti. I gesti necessari per aiutare gli utenti nelle funzioni basilari della vita (lavarsi, vestirsi, mangiare, dormire,muoversi) sono apparentemente semplici; in realtà, richiedono molta cura e attenzione, per essere investiti di senso e realizzati con coscienza e responsabilità.

Il problema dell’Umanizzazione dei servizi socio-sanitari è ormai ineludibile. Persino una legge dello Stato, la 328/2000 si occupa di questo. Curare la persona e non solo la malattia significa che il personale, in primo luogo i medici, gli infermieri e tutti coloro che hanno un approccio diretto con la persona in difficoltà, debbono assumersi l’onere di aggiornare le proprie competenze innanzitutto sul piano psicologico e relazionale, non con freddezza e tecnicismo, ma iniziando a fare i conti con un cambiamento profondo dell’etica professionale, della considerazione che hanno della persona bisognosa del loro aiuto, del proprio stesso vissuto come persone che hanno il potere di guarire. Questo, naturalmente è un discorso generale, che non vale per coloro che hanno già considerato tutto questo e
lo applicano nel loro difficile apporto professionale. Chiunque si sia trovato in una condizione di fragilità, anche temporanea, ha ben presente l’importanza di essere accudito con professionalità fin dalle prestazioni di base, considerate elementari e quindi spesso date per scontate, talvolta perfino sottovalutate: insieme al desiderio di prendersi cura dell’altro e a quelle doti umane che rendono possibile essere di aiuto, sono indispensabili, anche per l’assistenza di base, competenza e professionalità.

Tante sono le problematiche correlate a questa figura, addirittura l’operatore sociosanitario non è ancora coinvolto nelle politiche gestionali di pianificazione su interventi assistenziali, senza contare il vuoto formativo. La Federazione M.I.G.E.P. e Sindacato SHC cercano di estirpare tali incongruenze dalla radice attraverso nuove certificazioni di competenza.

Diventa quindi fondamentale dare la giusta importanza ed il giusto riconoscimento ad una professione che è diventata negli anni sempre più importante. Finalmente, venendo alla nostra Regione, rileviamo con soddisfazione che è stato realizzato l’elenco regionale degli Operatori socio sanitari (Oss). L’iscrizione volontaria, si effettuerà presentando un’autocertificazione che attesti i titoli che abilitano all’esercizio della professione. Saranno poi effettuati controlli periodici a campione per verificarne la veridicità. Tra i requisiti per l’iscrizione, oltre all’assolvimento dell’obbligo scolastico, il fatto di aver acquisito il titolo in Liguria oppure, in alternativa, di lavorare in Liguria oppure di essere residenti sul territorio ligure.

Va ribadito che l’Assessore Viale intende attivare ad inizio anno, un mega concorso per OSS, al quale si potrà presentare tutta Italia. Così facendo, però si corre il rischio che gli OSS attualmente impegnati a coprire tutti i reparti dell’ASL 1, rischiano di essere scavalcati da chi possa arrivare da altre regioni.

Noi riteniamo che l’assessore Viale, debba in primo luogo pensare di salvaguardare, con posti riservati, gli Oss locali che da anni portano avanti la baracca evitando loro di essere mandati a casa a pedate nel sedere con tanti saluti.
Prossimo ulteriore, doveroso ed indispensabile passo avanti nei confronti di chi opera in questo settore dovrà essere il passaggio dalla categoria B, ovvero quella che classifica la figura dell’OSS come semplice operatore tecnico, a quella C (sanitaria) molto più appropriata a quelle che sono le reali mansioni svolte. Inoltre sarebbe ora che anche agli Oss della nostra regione (rimasta forse la sola a livello nazionale a non aver fatto ancora nulla in tal senso), venga concessa la possibilità di svolgere corsi di specializzazione che consentano l’acquisizione della “terza s” che consentirebbe all’operatore di essere correttamente valutato e non demansionato come spesso accade».

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