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Inaugurazione casa Doria a Isolabona, il gruppo consigliare “Rinnovare si può”: «Non è stato invitato nessuno della vecchia amministrazione»

«Nessun invito formale è stato fatto a chi per anni si è impegnato per realizzare questo progetto, sarebbe stato una sorta di passaggio di consegne»

Isolabona. Le dichiarazioni del gruppo consiliare “Rinnovare si può” composto da: Dario Faraone, Roberta Sala, Lorenzo Cortelli, in merito al mancato invito per l’inaugurazione di Casa Doria:

«Sabato 20 luglio è stata inaugurata in occasione della mostra “Memorie#Tradimenti” organizzata dall’associazione Genius Loci Floridi Doria Pamphilj, casa Doria a Isolabona dal nuovo sindaco Augusto Peitavino.

Casa Doria è un’opera conclusa dall’amministrazione presieduta da Dario Faraone, che per problemi con i tecnici che hanno seguito i lavori, hanno ritardato inspiegabilmente la chiusura dei lavori, non é stato possibile inaugurare prima delle recenti elezioni.

Il percorso per ultimare l’opera è stato lungo, il progetto ebbe inizio circa dieci anni fa con l’acquisto dell’immobile da parte dell’amministrazione di Danilo Veziano da dei privati, con l’intento di trasformarlo nella “Casa Comunale”.

Dario Faraone, la giunta, l’amministrazione tutta e i tecnici del comune, in particolare l’ingegner Massimo Salsi, hanno potuto concludere i lavori restituendo nel suo splendore un bene storico alla comunità di Isolabona. Premesso questo, ci pare doveroso denunciare un comportamento che viola ogni sorta di protocollo e di educazione da parte della nuova amministrazione in carica.

Nessun invito formale è stato fatto a chi per anni si è impegnato per realizzare questo progetto. Sarebbe stato una sorta di ” passaggio di consegne”, un modo per avvicinare le due parti che compongono il consiglio comunale, il “paese”.
L’aver detto durante il discorso che l’opera è frutto della vecchia amministrazione non li giustifica.

La forma è il vestito della sostanza e questo comportamento la dice lunga. Chi amministra una comunità deve conoscere certi protocolli e avere l’umiltà di riconoscere i meriti a chi li ha, non con sterili parole, ma con dei fatti.
Ad aggravare la situazione ci è giunta voce che questa amministrazione non vuole più adibire a “Casa Comunale” questo edificio.

Dopo aver speso centinaia di migliaia di euro per questo progetto con l’intento di accorpare nel centro storico la vita amministrativa del nostro Borgo, dopo aver speso tante risorse umane, ci chiediamo: è questo il rispetto che avete delle finanze pubbliche?».