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Imperia, donna denunciata per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina: affittava casa a irregolari foto

Per una somma che si aggirava sui 150 euro al mese a persona: tradita dai troppi spazzolini in bagno

Imperia. Una donna peruviana di 56 anni, regolare sul territorio  italiano, nel nostro Paese dal 2000 con un contratto di lavoro come badante ad Albenga è stata denunciata dalla polizia per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

E’ risultata, infatti, vivere nella casa dove presta servizio mentre subaffittava l’appartamento di Imperia in viale Matteotti a svariati connazionali, alcuni dei quali clandestini per circa 100/150 euro al mese a persona, nonostante il contratto non prevedesse il subaffitto.

La scorsa settimana gli operatori della Squadra Volante della Questura di Imperia avevano denunciato un uomo, un peruviano irregolare ed il datore di lavoro italiano che lo aveva assunto nonostante fosse clandestino. Mentre accompagnavano lo straniero nella sua abitazione a cercare i documenti che aveva dimenticato, i poliziotti hanno notato che nell’appartamento  seppur disabitato quella mattina, vi erano parecchi letti (8 postazioni) ed oggetti vari che lasciavano intendere la casa fosse abitata da diversi soggetti, ad esempio, 9 spazzolini da denti in bagno.

Nei giorni successivi, gli agenti hanno effettuato diversi controlli nei pressi dell’alloggio per approfondire la situazione e lunedì mattina, intorno alle 7, hanno notato una donna uscire. Dopo averla raggiunta alla fermata del pullman, gli operatori le hanno chiesto  i documenti di identità che la signora diceva di aver dimenticato a casa. Gli agenti, quindi, l’hanno  invitata ad andare a prenderli nonostante la donna si fosse infastidita.

Nell’abitazione gli operatori hanno trovavano un uomo intento a dormire risultato clandestino così come la donna della fermata dell’autobus.

Entrambi provengono dal Perù e sono  giunti in Italia nel dicembre 2018: lei  53 anni,  lui 40 anni, non avevano mai richiesto un regolare permesso di soggiorno.

La loro posizione è ora al vaglio dell’Ufficio Immigrazione.