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Il premier Conte annuncia le dimissioni: «Questo governo si arresta qui» foto

Più volte il premier si è scagliato contro il leader della Lega Matteo Salvini

Roma. «Questo governo si arresta qui». Lo ha detto durante il suo discorso al Senato il premier Giuseppe Conte, annunciando la volontà di rassegnare le proprie dimissioni al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

«La crisi in atto compromette irrevocabilmente l’azione del governo che qui si arresta», ha dichiarato Conte, dopo aver in più occasioni attaccato duramente l’operato del vice premier e ministro dell’Interno Matteo Salvini.

Dopo 14 mesi, finisce così il governo giallo-verde di Salvini (Lega) e Di Maio (M5s). Una fine annunciata dopo che, come ricordato nel suo discorso dallo stesso premier, «l’8 agosto Salvini ha diramato una nota con cui si diceva che la Lega poneva fine alla sua esperienza e voleva le urne. Ha quindi chiesto la calendarizzazione di comunicazioni. Oggetto grave che comporta conseguenze gravi». Da qui la mozione di sfiducia della Lega che, ha aggiunto Conte, «mi impone di interrompere questa esperienza di governo».

Durissime le parole del premier nei confronti di Salvini: «Aprire la crisi in pieno agosto per un’esperienza di governo giudicata limitativa da chi ha rivendicato pieni poteri e la scelta di rinviare fino ad oggi la decisione presa da tempo è un gesto di imprudenza istituzionale irriguardoso per il Parlamento e portando il Paese in un vorticosa spirale di incertezza politica e finanziaria». E ancora: «Le scelte compiute in questi giorni dal ministro dell’Interno rilevano scarsa sensibilità istituzionale e grave carenza di cultura costituzionale».

«Non abbiamo bisogno di persone e uomini con pieni poteri, ma che abbiano cultura istituzionale e senso di responsabilità. Le crisi di governo, nel nostro ordinamento, non si affrontano e regolano nelle piazze – ha spiegato Conte – ma nel Parlamento. In secondo luogo, il principio dei pesi e contrappesi è fondamentale perché sia garantito l’equilibrio del nostro sistema e siano precluse vie autoritarie».

«Rifarei tutto quello che ho fatto – ha replicato Matteo Salvini – Con la grande forza di essere un uomo libero e questo vuol dire che non ho paura del giudizio del popolo italiano. Chi ha paura del giudizio del popolo italiano non è una donna o un uomo libero». E ancora: «La libertà non consiste nell’avere un padrone giusto, ma nel non avere nessun padrone. Io non voglio l’Italia schiava di nessuno. Non voglio la catena lunga come i cagnolini».

Il leader della Lega ha poi parlato della sua politica di chiusura dei porti: «L’ho fatto e lo rifarò se avrò la forza di tornare al governo».

 

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