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Il Festival di Sanremo per gli artisti di strada: il sogno di Davide Laura

Il giovane violinista vuole fare della Città dei Fiori la nuova capitale dei busker di tutto il mondo

Sanremo. Creare un grande Festival delle arti di strada che valorizzi centro storico e turismo. È il sogno di Davide Laura. Il giovane musicista, famoso per avere stregato le vie di Sanremo con il suo violino, vuole fare della Città dei Fiori la nuova capitale dei busker di tutto il mondo. Un progetto condiviso con altri artisti e scaturito dalla necessità di riscrivere il regolamento che disciplina le esibizioni artistiche su suolo pubblico.

davide laura

«La normativa attuale non è pensata per fare dell’arte di strada una ricchezza cittadina ma per limitarla il più possibile – spiega Laura –. Il regolamento è stato infatti redatto a seguito di alcune proteste da parte di alcuni negozianti. Ritengo che sia doveroso che esistano delle regole, queste, però, sono davvero oppressive e più che la musica o l’arte in generale favoriscono l’accattonaggio».

Tra gli altri commi, infatti, la normativa vigente prevede che l’artista debba spostarsi ogni 30 minuti di almeno 150 metri e che non possa tornare nella stessa postazione durante la stessa giornata. Una decisione presa in passato per non arrecare disturbo a residenti e commercianti e che porta i buskers a peregrinare di angolo in angolo per il centro cittadino.

«L’ultima cosa che vogliamo fare noi artisti di strada è dare fastidio. Per questa ragione – prosegue il violinista – ho di recente incontrato altri due musicisti, il cuneese Andi Lios, che poco tempo fa ha avuto problemi proprio a causa del regolamento, e il sanremese Freddy Colt. Dalla nostra chiacchierata è emersa la necessità di una riscrittura del documento ma anche un cambio di mentalità sul lato dell’intrattenimento. Negli ultimi anni Sanremo è cresciuta molto e ora è arrivato il momento che scelga se essere una città di seconde case, una città dormitorio, oppure una città viva, piena di colori e positività con un’offerta forte che potenzi la sua naturale vocazione turistica». Come una rassegna dedicata agli artisti di strada che per la sua qualità possa diventare motore economico, sociale e culturale.

«Non dobbiamo inventare nulla – sottolinea –.  Pensiamo al Galway Arts Festival, in Irlanda, immensa celebrazione delle arti sceniche e visive capace di richiamare ogni anno 150mila visitatori, o, senza andare troppo lontano, al Ferrara Buskers Festival, la più ricca manifestazione del genere italiana: Sanremo con il suo nome e il suo centro storico che la rendono un favoloso palcoscenico naturale potrebbe addirittura superare queste realtà. Sì, sogno un grande festival che porti tra gli scorci della Pigna una carovana di suonatori, mimi, giocolieri, teatranti. Non ci saranno mendicanti, ma veri e propri artisti scelti dietro un’accurata selezione, proprio come accade a New York».

E al riguardo, il busker più amato della Città dei Fiori annuncia: «Fra poco mi trasferirò negli Usa ma continuerò a lavorare a questo sogno e l’estate prossima, quando tornerò, vorrei tanto poter scendere sotto casa e respirare liberamente quella bellezza che solo l’arte di strada sa regalare».

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