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Dal Volley Arma alla Nazionale, il pallavolista Simone Parodi si racconta

«Il mio futuro è nella pallavolo ma chissà, un domani potrei anche aprire una spiaggia»

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Imperia. Tra le stelle delle sport di cui la Riviera dei Fiori può essere orgogliosa c’è il pallavolista Simone Parodi. Dopo aver mosso i suoi primi passi nel Volley Arma di Taggia quando era appena un bambino di scuola elementare, lo schiacciatore 33enne ha intrapreso una carriera di successo che lo ha portato a giocare in Serie A e in Nazionale. Nato a Sanremo e cresciuto a Taggia, Simone si racconta in questa intervista.

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Quando è nata la tua passione per la pallavolo?

É nata quando avevo cinque anni. Mio padre era allenatore e spesso mi portava con lui in palestra. La prima squadra in cui ho giocato è stato il Volley Team Arma di Taggia, per un breve periodo sono passato al Volley Primavera di Imperia, fino a che all’età di sedici anni non sono approdato al Piemonte Volley di Cuneo dove, di fatto, è iniziata la mia carriera.

Sei stato convocato più volte in Nazionale, prima negli juniores poi nella squadra maggiore, cosa si prova a indossare la maglia degli Azzurri?

É una sensazione bellissima. Sono stato convocato a 16 anni nella categoria under 19 che mi ha permesso di partecipare a Europei, Olimpiadi e Universiadi: il sogno di qualunque ragazzino appassionato di sport. A 22 sono iniziate le convocazioni fra i più grandi dove, ad ogni allenamento e ad ogni partita, ho sempre collezionato emozioni molto molto belle, soprattutto cantando l’Inno di Mameli.

Il ricordo più bello e quello più brutto legati alla tua esperienza in Nazionale.

Il ricordo più bello è sicuramente legato al bronzo vinto alle Olimpiadi, una manifestazione a cui qualunque bambino che inizia a giocare ambisce. Il più brutto, seppur abbiamo conquistato la medaglia argento, è stato agli Europei dove in semifinale ho passato io l’ultima palla sbagliando: non ho dormito tutta la notte.

Di recente sei stato al centro delle cronache nazionali per essere rimasto fuori dal mercato a causa di voci contraddittorie sul tuo stato di salute. Vuoi far luce sulla vicenda?

La scorsa stagione, mentre giocavo nel Volley Latina, ho avuto un infortunio che ha richiamato l’attenzione su problemi al ginocchio che ho avuto in passato. A causa di ciò, inizialmente mi sono trovato il mercato precluso ma proprio in questi giorni ho ricevuto delle proposte che sto valutando.

Sei alto 1.98 m, nella pallavolo non credo ma nella vita di tutti i giorni la tua altezza ti ha mai creato qualche fastidio? Magari con le ragazze…

Non ho mai avuto particolari problemi, anzi, nella pallavolo sono anche “piccolino”, dato che si possono toccare altezze di 2.06 m. Ovviamente nella vita di tutti i giorni sono sempre il più alto ma questo non mi ha mai creato fastidi e devo dire la verità: alle ragazze piace!

Come ti vedi tra 10 anni?

Chi pratica sport a livello agonistico è solito culminare la propria carriera facendo l’allenatore. Non so se intraprenderò questa strada anche se credo che mi dispiacerebbe non poter trasmettere ai ragazzini quegli insegnamenti che sono stati impartiti a me. Il mio domani è nel mondo della pallavolo ma chissà, potrei pure aprire uno stabilimento balneare!

E nel tuo immediato futuro, che progetti hai? 

Tornare a essere il giocatore forte e di riferimento che ero qualche anno fa.

 

 

 

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