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Camporosso, ministro Centinaio al Lega Fest: «Rapporto con M5S può essere recuperato» fotogallery

Domani sarà a Roma con Salvini: «Impensabile inciucio con il Pd»

Camporosso.  «Penso che in questo momento un discorso con il M5S per poter andare a recuperare quel rapporto che ci aveva permesso di iniziare molto bene questa legislatura si possa trovare». Lo ha detto, in merito alla crisi di governo in atto, il ministro delle Politiche agricole alimentari, Forestali e del Turismo Gian Marco Centinaio a margine del suo intervento sul palco del Lega Fest: la festa provinciale della Lega, organizzata presso il Palabigauda di Camporosso.

Lega Fest Camporosso

Il ministro si è detto ottimista su una risoluzione della crisi trovando un accordo con i pentastellati «sui contenuti, sulle cose ancora non fatte del contratto di governo, su quei ‘no’ che potrebbero diventare dei ‘sì’», ha detto, parlando poi del «rapporto anche personale che c’è tra noi ministri, noi parlamentari che ci permette di poterci confrontare, magari anche scontrare, perché su alcune cose siamo abbastanza distanti, però con la voglia di lavorare per gli italiani».

Centinaio ha parlato dell’atto di sfiducia al governo presentato dal vice premier Matteo Salvini come «un modo per cercare di dare una mossa, di smuovere la situazione», perché «noi eravamo stati eletti a Roma per cambiare le cose e il fatto di non poterlo fare e non portare risultati era la cosa più frustrante».

Dopo un tour nel nord Italia, lunedì mattina Centinaio sarà a Roma, a colloquio con il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini: «Porterò a Matteo (Salvini, ndr) le sensazioni che si hanno sul territorio, che sono molto positive per il lavoro che abbiamo fatto e anche per la posizione che ha tenuto la Lega. In tanti ci stanno dicendo: “no con il Pd”. Non permettiamo al M5s di andare con il partito democratico perché sarebbe un problema». «Quindi, se non si dovesse riuscire ad andare a elezioni subito, serve un accordo con il M5s per poter riprendere quel percorso che è stato interrotto – ha concluso il ministro – Solo al pensiero di lasciare il nostro Paese nelle mani di Renzi, della Boschi, dell’onorevole Boldrini, dell’ex presidente del Senato Grasso, di Franceschini, e questi sono solamente alcuni nomi, fa sì che domani io sia a Roma il più velocemente possibile».

 

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