A scuola di vela con i ragazzi del Circolo di Arma di Taggia per Ferragosto

«Se i dirigenti passassero una giornata con gli allievi del loro circolo, una giornata qualunque come quella che ho vissuto io, forse capirebbero l’importanza dell’istruttore di scuola vela»

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Taggia. «Ho trascorso la vigilia di Ferragosto con i ragazzi della scuola vela del Circolo di Arma di Taggia. Ho sorriso vedendo le evidenti e tenere simpatie nate tra gli allievi più grandi, mi sono dovuta armare di santa pazienza con un ragazzino particolarmente difficile e mi sono cimentata in una complicata operazione dentistica quando la più piccola ha addentato un panino più grande di lei e si è ritrovata con un dentino traballante.

Il dente è stato estratto ed accuratamente riposto per essere messo all’asta tra il più generoso dei nonni. Mi sono come sempre divertita in compagnia dei ragazzi e riconosco che questo è l’ambiente a me più congeniale, ma ho anche riflettuto sulle difficoltà che incontra ogni giorno l’istruttore.

Non è sufficiente avere una buona nozionistica, saper condurre un gommone ed essere stati magari un discreto regatante, perché non dovrà affrontare solo bonacce o sventolate. Troppo spesso mi chiedono il nominativo di un istruttore e mi precisano che non importa come sia, tanto è solo per la scuola vela. Se i dirigenti passassero una giornata con gli allievi del loro circolo, una giornata qualunque come quella che ho vissuto io, forse capirebbero l’importanza dell’istruttore di scuola vela e darebbero il giusto valore al suo lavoro» – fa sapere Luisa Franza.

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