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Scagionato dal Riesame a pochi giorni dal matrimonio il sanremese Domenico Vinti

L'imprenditore era stato coinvolto in un'indagine della procura di Trento per favoreggiamento della prostituzione

Sanremo. E’ stato prosciolto da ogni accusa di favoreggiamento della prostituzione il sanremese Domenico Vinti. 46 anni, di origini piemontesi ma residente nella Città dei Fiori, Vinti era stato arrestato il 4 luglio scorso, tra l’altro a pochi giorni dal suo matrimonio, nell’ambito dell’indagine “Osso” dei carabinieri della compagnia di Trento che aveva fatto luce su un giro di prostituzione cinese che avveniva in due appartamenti di Trento nord e Mezzolombardo.

A disporre l’annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del capoluogo dell’Alto Adige, è stato il Tribunale del Riesame di Trento, che ha prosciolto Vinti da ogni accusa di aver partecipato al sodalizio criminale che favoriva la prostituzione di alcune giovani cinesi.

I fatti. Vinti era stato coinvolto insieme ad altre cinque persone nell’inchiesta condotta dai carabinieri, a causa di alcune intercettazioni che facevano supporre una sua possibile partecipazione nell’organizzazione italo-cinese, attiva nell’interland trentino, che si sarebbe “distinta” per aver sfruttato delle ragazze allo scopo di macinare proventi illeciti.

L’imprenditore sanremese era così stato catapultato in un vortice giudiziario dal quale ieri è stato riabilitato. Resta al momento indagato a piede libero in attesa dell’archiviazione definitiva della sua posizione. Secondo il Riesame, il quale ha accolto in pieno la tesi dei difensori, gli avvocati Adriano Battistotti e Mattia Caruso, il quadro indiziario che ritrae il Vinti come parte consapevole dei loschi affari degli altri arrestati sarebbe del tutto inconsistente: nulla farebbe infatti evincere dalle intercettazioni, secondo i giudici, un suo diretto coinvolgimento. «Il Tribunale del Riesame, accogliendo la nostra tesi, sostiene la mancanza della gravità degli indizi di reato. L’accusa rivolta dalla Procura di Trento nei confronti del nostro cliente – spiega Caruso – risulta evidentemente ribaltata e insussistente. I fatti posti a carico di Vinti sono stati male interpretati dagli inquirenti».

Rinchiuso nel carcere di Imperia da giovedì scorso, l’imprenditore piemontese, ai domiciliari dall’undici luglio, ora è nuovamente libero. Anche di sposarsi.

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