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Sanremo, processo per estorsione: la Cassazione annulla assoluzione in appello di Ingrasciotta foto

L'ex re del caffè avrebbe mostrato ai concorrenti la foto di Matteo Messina Denaro vantandosi di esserne il cognato

Sanremo  Il processo per estorsione a Giovanni Ingrasciotta, l’ ex patron della fallita Coffe Time, conosciuto, appunto,  come il “re del caffè“,  deve tornare in un aula di tribunale.

La Corte di  Cassazione, infatti, ha annullato l’assoluzione di Ingrasciotta in Appello, risalente al gennaio 2018, per  estorsione nei confronti di  Massimo Paravisi, amministratore delegato della Dds di Imperia (azienda concorrente della Coffe Time) che sarebbe stata attuata alla presenza di Antonio Tartaro, direttore finanziario della “Ivs Italia”.

Giovanni Ingrasciotta era finito sotto processo   per aver mostrato ai due  la copertina del settimanale “L’Espresso” riportante la foto del boss latitante Matteo Messina Denaro, vantandosi di esserne il cognato.

Oggetto dell’incontro durante il quale sarebbe avvenuto il fatto, la gara d’ appalto per la fornitura di distributori automatici di bevande e cibi da installare nelle strutture dell’Asl per il quale la Coffe Time presentò (e vinse) un ricorso al Tar e che avrebbe fatto gola anche alla Dds.

Condannato in primo grado  a 3 anni e 6 mesi, Ingrasciotta difeso dall’avvocato Giulio Bettazzi venne assolto in appello.

Ma ora gli ermellini della Suprema Corte, secondo i quali la sentenza di secondo grado difetterebbe nella motivazione  hanno annullato il verdetto d’appello, rinviando a un nuovo giudizio già fissato per il 26 settembre.

Non risulta abbastanza chiaro per i giudici romani se  a mentire sia stato Ingrasciotta  le presunte vittime dell’estorsione.

Il difetto di motivazione starebbe appunto nel confronto tra le dichiarazioni di Giovanni Ingrasciotta (considerato credibile) e quelle delle presunte vittime dell’estorsione le cui dichiarazioni sono state considerate veritiere.

Per il fallimento della Coffe Time  Ingrasciotta è stato condannato in primo grado a quattro anni e tre mesi per bancarotta fraudolenta, ma per lui i guai non sono finiti.

L’ex re del caffè è stato, infatti,  rinviato a giudizio per concorso morale in insolvenza fraudolenta, in pratica per non aver pagato un conto.

Un uomo si è presentato allo sportello di una agenzia di viaggi della Città dei Fiori per prenotare un biglietto aereo destinazione Marocco a nome di Ingrasciotta.  Il prezzo del  ticket, però, non è mai stato saldato  pur dichiarandosi l’accusato totalmente estraneo alla vicenda.

Ciononostante,  Giovanni Ingrasciotta, è stato rinviato a giudizio, su richiesta del Pubblico ministero Enrico Cinnella Della Porta. Udienzafissata davanti al giudice Antonio Romano per il 16 gennaio 2020.

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