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Sanremo, prende forma in un plastico il futuro del Porto Vecchio fotogallery

Ieri riunione tecnica tra amministrazione comunale e soggetto promotore. Obiettivo: dichiarare la pubblica utilità a ottobre

Sanremo. Esce dalla memoria di un computer e si materializza dalle tavole dei disegni tecnici, prendendo forma per la prima volta, il progetto di riqualificazione del Porto Vecchio avanzato dalla cordata Lagorio-Azimut e scelto dalla giunta comunale tra le tre proposte di restyling arrivate a Palazzo Bellevue.

I dettagli realizzativi sono stati racchiusi in una teca, contenente una fedele riproduzione tridimensionale dell’opera, custodita nello studio di architettura Calvi-Amoretti di corso Orazio Raimondo che ne ha curato la progettazione.

Come potete vedere dalle immagini contenute nella fotogallery, lo scalo matuziano cambia completamente volto. Spicca il tunnel che di fronte a Santa Tecla porta le vetture, sottoterra, in via Bixio, bypassando l’area dei baretti. Una galleria dal doppio accesso: sulla sinistra si entrerà nell’area parcheggio interrata da 100 posti auto, dalla quale si uscirà in coincidenza del sottopasso delle poste.

Il plastico del restyling di Porto Vecchio

Le aree della piccola pesca, delle associazioni e della pesca professionale sono state racchiuse nel primo tratto della diga foranea. Al loro servizio c’è anche un nuovo mercato del pesce. Gli approdi dello yacht club e della canottieri Sanremo si allungano di 35 metri e aumentano di numero. Queste aree, tuttavia, sono escluse dalla richiesta di concessione presentata dalla Porto di Sanremo Srl e rimarranno nella gestione diretta del Comune.

L’aspetto più spettacolare è la grande piazza pedonale che si svilupperà dal bordo banchina fino a comprendere via Nino Bixio. Saranno rifatti ex novo e ricollocati strategicamente i baretti per permettere il passaggio della ciclabile tra il filare di palme e il mare.

Il plastico del restyling di Porto Vecchio

Sulla scia della riqualificazione che ha vissuto di recente il fronte mare di Mentone, lungo la diga foranea saranno realizzati i magazzini dei pescatori (a forma di volta). Sopra, la passeggiata sul muraglione – messa in sicurezza grazie a 7 milioni di euro di investimento – verrà allargata e resa più vivibile. Una scala collegherà i pedoni a Pian di Nave.

Sempre rimanendo sul molo lungo, al centro si impone un grosso edificio nel quale dovrebbero trovare sede gli uffici direzionali e una mega palestra in stile Virgin Active.

Il plastico del restyling di Porto Vecchio

Piazzale Vesco, invece, rimane così com’è ma la banchina che l’attraversa sarà deputata al transito dei natanti. Le motovedette della capitaneria si sposteranno nella banchina Angelo Pesante che ha quote più basse e accessibili. Tra le opere che non si vedono, è previsto il rifacimento del tubone della fogna (1 milione di euro di investimento).

Ieri, casualità vuole che a Palazzo Bellevue si sia tenuto un nuovo incontro tra l’amministrazione comunale, gli uffici e i soggetti promotori. Il tempo stimato di intervento è di un anno e mezzo. Si comincerà contemporaneamente – secondo quanto trapelato – sia sull’area dei baretti che con la realizzazione del sottopasso carrabile.

A quando il via libera? I tasselli mancanti sono la dichiarazione di pubblica utilità da parte del consiglio comunale che sarà seguita dal parere della Soprintendenza e dalla conferenza dei servizi che riunisce tutti gli enti coinvolti nel progetto. Poi dovrà essere espletata la gara europea per l’aggiudicazione dell’appalto, sulla quale, però, Lagorio ha diritto di prelazione in caso di parità delle offerte. In attesa di scoprire cosa diranno i giudici del Tar, di fronte ai quali pende il ricorso dei concorrenti esclusi, la prima pietra potrebbe trovare posto nel cantiere del porto a partire dal 2020.

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