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Fotografia

Sanremo, al Santa Tecla prende il via la manifestazione “Forte d’estate”

L'evento quest'anno prevede due mostre: "Sotto la tenda di Abramo-Deir Mar Musica El-Habasci" di Ivo Saglietti e "Uca-United Colors of America"

Sanremo. Dal 13 luglio al 1° settembre al Forte di Santa Tecla appuntamento con la manifestazione Forte d’estate.

La prima mostra “Sotto la tenda di Abramo-Deir Mar musa El Habasci” di Ivo Saglietti, sarà inaugurata sabato 13 luglio alle 17 all’interno del Forte di Santa Tecla a Sanremo. All’inaugurazione saranno presenti il fotografo Ivo Saglietti e Maurizio Garofalo, curatore mostre e photo editor, il quale interverrà in qualità di relatore.
La vostra presenza sarà particolarmente gradita.

La manifestazione “Forte d’Estate“, a cura dell’associazione Spazivisivi di Sanremo, nasce dall’idea di avere un contenitore e uno spazio, il Forte di Santa Tecla, all’interno del quale si possano proporre delle mostre fotografiche di grande valenza culturale, nel corso dell’anno altre attività si svolgeranno nella struttura e in altri luoghi della città di Sanremo , a partire dal primo “Sanremo Photo Festival” che si svolgerà dal 27 settembre al 13 ottobre.

“Forte d’Estate” prevede quest’anno due mostre, la prima di Ivo Saglietti “Deir Mar Musa El-Habasci” dal 13 luglio all’8 agosto e la seconda, con inizio il 10 agosto e termine il 1 settembre, “Uca-United Colors of America”, una mostra dedicata al periodo della grande depressione americana e del new deal, per la prima volta in Italia delle stampe a colori di quel particolare momento storico della vita americana. https://www.spazivisivi.it/.

“Sotto la tenda di Abramo-Deir Mar Musica El-Habasci” di Ivo Saglietti: La mostra racconta, attraverso le immagini di Ivo Saglietti, la vita e le giornate all’interno dell’antico monastero siro antiocheno Deir Mar Musa el-Habasci (San Mosè l’Abissino), un luogo dove tutte le comunità religiose si possono incontrare, creando dei momenti comuni di dialogo e di preghiera. Alla ricostruzione del monastero, voluto fortemente da Padre Paolo Dall’Oglio, hanno partecipato sia musulmani che cristiani.

Il tuo modo di fotografare è un vivere assieme, nella luce normale del quotidiano, dal mattino, alla sera, alle candele della notte, senza schermi, riflettori e lampi. La tua macchina fotografica è discreta, rumore quasi zero. Ma non è per rubare le immagini; è piuttosto per riceverle con cortesia e affetto. I tuoi scatti non sono quelli d’un fotoreporter, ma quelli d’un compagno di strada che diventa amico”. Questo breve passo tratto da una lettera di Padre Paolo Dall’Oglio a Ivo Saglietti, ci fa capire pienamente il rapporto venutosi a creare tra l’autore e la comunità presente nel Monastero.

Il 20 luglio sarà poi ospite il regista Rai Luca Archibugi, il quale ci parlerà della sua esperienza in Medio Oriente partendo dal suo documentario “Tessere di pace in Medio Oriente” “Tessere di pace in Medio Oriente” ripercorre le fasi salienti di trent’anni di scavi e restauri dedicati al mosaico in tutto il Medio Oriente compiuti da Padre Michele Piccirillo, un’attività che ha restituito alla comunità internazionale capolavori artistici e importantissimi documenti che non di rado hanno portato alla revisione delle tesi storiche.

Biografia di Ivo Saglietti: Nato a Toulon, Francia, Inizia la propria attività a Torino come cineoperatore, producendo alcuni reportages di tipo politico e sociale. Nel 1975 inizia ad occuparsi di fotografia, lavorando nelle strade e nelle piazze della contestazione e nel 1977 si trasferisce a Parigi. Da qui iniziano i suoi viaggi come reporter-photographe, dapprima con agenzie francesi, in seguito per conto di agenzie americane e per magazines internazionali ( Newsweek, Der Siegel, Time, The New York Times ), per i quali “copre” in assignement situazioni di crisi e di conflitto in America Latina, Africa, Balcani, Medio Oriente.

Nel 1992 conquista il premio World Press Photo (nella categoria Daily Life, stories) con un servizio su un’epidemia di colera in Perù e nel 1999 la menzione d’onore allo stesso concorso per un reportage sul Kosovo.
Nello stesso tempo inizia a lavorare su progetti a lungo termine: “Il Rumore delle Sciabole” (1986-1988), suo primo progetto e libro, documenta la società cilena durante gli ultimi due anni della dittatura militare del Generale Augusto Pinochet.

Successivamente si rivolge sempre di più verso progetti personali di documentazione che gli permettono di affrontare una storia in modo più articolato e meno condizionato dalle esigenze e richieste dei settimanali, come nel reportage che ripercorre la via della tratta degli schiavi dal Benin alle piantagioni di canna da zucchero della Repubblica Dominicana e di Haiti, o come in quello sulle tre malattie che devastano i paesi del terzo mondo – aids, malaria e tubercolosi – realizzati negli anno Novanta e Duemila.

Dal 2000 è membro associato dell’agenzia foto giornalistica tedesca Zeitenspiegen Reportagen, per la quale sta lavorando ad un progetto sulle frontiere nel Mediterraneo e Medio Oriente. http://www.ivosaglietti.com/progetti-missioni-paesaggi-Ivo-Saglietti.html

Uca-United Colors of America: Per la prima volta in Italia una mostra interamente a colori dedicata al periodo della grande depressione americana e al successivo “New Deal”. La Farm Security Administration (FSA) e l’Office of War Information (OWI) sono conosciuti per il loro influente programma fotografico, che documenta, tra il 1935 e il 1944, la vita durante la Depressione e la Seconda Guerra Mondiale. Tra le immagini più famose di quel programma – “Migrant Mother” di Dorothea Lange, “Steel Mill e Cimitero a Betlemme” di Walker Evans – dove la fotografia in bianco e nero viene utilizzata al fine di documentare la povertà, la disoccupazione e la sofferenza post-Depressione.

Ma FSA e OWI hanno inoltre commissionato, per questo progetto, alcune delle prime fotografie a colori della storia.(Eastman Kodak ha introdotto la pellicola per trasparenti Kodachrome, creando il primo processo di produzione per produrre fotografie a spettro completo a colori, nel 1936).

Realizzato dai fotografi Russell Lee, Marion Walcott Post, John Vachon, Jack Delano e Alfred Palmer, tra gli altri, queste immagini a colori documentano l’America come è emersa dalla depressione economica e come hanno avuto inizio i preparativi per la guerra. Mostrano aspetti poco visibili della vita e delle industrie dei lavoratori, così come le fotografie di Palmer sugli impianti di aviazione e gli sforzi bellici delle donne lavoratrici, nonché la portata e la diversità delle regioni e delle persone in tutta l’America, dalla California al profondo sud a Puerto Rico e le Isole Vergini americane.

Molte delle fotografie dell’esposizione sono state stampate per la prima volta come stampe su carta, poiché i loro originali esistono solo come diapositive a colori. Raccolte e visualizzate insieme, queste rare ed eccezionali fotografie raccontano la storia dell’America come non si era ancora vista.

Sanremo Photo Festival: Un altro grande appuntamento vedrà poi protagonista la fotografia, il primo Sanremo Photo Festival. Per la prima volta Sanremo ospiterà un Festival dedicato completamente alla fotografia, dal 27 settembre al 13 ottobre la città si trasformerà in un palcoscenico ideale per accogliere il ricco programma della manifestazione.

Il tema scelto per questa prima edizione non poteva che essere “Il rapporto tra la fotografia e la musica” sotto la direzione artistica di Maurizio Garofalo. Non esiste in Italia un luogo maggiormente deputato di Sanremo, dove mettere in connessione e far dialogare questi due linguaggi, queste due forme d’arte e di comunicazione.

Il programma prevede, oltre alle mostre di fotografi di livello internazionale, eventi e momenti dedicati ai workshop, alle letture portfolio, alla presentazione di libri degli autori presenti in mostra e altri autori su invito, proiezioni, incontri e conferenze, laboratori per ragazzi oltre a eventi che esulano dalla fotografia professionale e possano essere di interesse per il pubblico generico, la comunità e i molti turisti che già si trovino in città e a coloro i quali si muoveranno appositamente per la manifestazione. Le sedi principali della manifestazione saranno la Sala museale del Palafiori e il Forte di Santa Tecla.

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