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Operazione “Patroclo”, l’avvocato Tabasso dal carcere di Torino dice solo: «Mai avuto a che fare con Caribù e mai ricevuto un euro» foto

Anche Antonella Morra la quarta persona arrestata si è avvalsa della facoltà di non rispondere

Imperia.  «Non ho mai avuto niente a che fare con la cooperativa Caribù, né con la società Libra e non ho mai ricevuto nemmeno un euro dalla gestione dei migranti».

Sono le uniche parole pronunciate dall’avvocato Guido Tabasso, finito nei guai nell’inchiesta “Patroclo” della procura di Imperia, dal carcere “Lorusso e Cotugno“, meglio noto come Le Vallette del capoluogo piemontese dove si trova detenuto al giudice che lo ha ascoltato per rogatoria nell’ambito dell’interrogatorio di garanzia.

Pur riservandosi di parlare coi pubblici ministeri imperiesi, il procuratore aggiunto Grazia Pradella e il pubblico ministero Francesca Buganè Pedretti che coordinano le indagini della Finanza, avvalendosi, quindi della facoltà di non rispondere,  Tabasso ha voluto precisare la sua posizione rispetto all’operazione che ha scoperchiato una presunta rete di malaffare legato alla gestione dei migranti e che coinvolgerebbe anche l’ex capo di gabinetto della Prefettura di Imperia Alessandra Lazzari a sua volta indagata.

I reati contestati vanno dalla truffa ai danni dello Stato, alla turbativa d’asta, dall’autoriciclaggio alla frode nelle pubbliche forniture, che sarebbero stati commessi in parte in concorso dagli amministratori di fatto della cooperativa Caribù che gestivano i Cas di Pian della Castagna a Sanremo e di Vallecrosia.

Particolarmente agghiaccianti alcune intercettazioni in cui gli indagati si vantano di lucrare sui fondi destinati ai migranti, fornendo loro pasti di bassa qualità.

Guido Tabasso è difeso dall’avvocato Luigi Giuliano dello studio Chiusano di Torino. «Si è trattato di un interrogatorio per rogatoria e comunque-  dice l’avvocato Giuliano – gli atti stanno arrivando solo ora e ci vorranno un p0′ di giorni per esaminarli tutti».

Nel carcere di Imperia, di fronte al giudice per le indagini preliminari Paolo Luppi, è comparso, invece, nella tarda mattinata di oggi il principale indagato Gianni Morra che, assistito dall’avvocato Simone Maina  si è avvalso della facoltà di non rispondere, così come  la compagna di Morra,  Manuela De Mita, difesa dallo stesso avvocato Maina, sottoposta all’esame del Gip nel carcere femminile di Genova Pontedecimo.

La quarta persona arrestata è Antonella Morra, sorella di Gianni, pure lei  detenuta nel capoluogo piemontese e assistita dagli avvocati Gianni Caneva di Torino e Paola Bertello di Cuneo che si è avvalsa a sua volta della facoltà di non rispondere.

 

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