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Imperia, a settembre apre la prima casa per i papà separati della Liguria

Tre posti letto all'interno di una struttura dei Padri Carmelitani in via Cesare Battisti

Imperia. Dormono in macchina o chiedono al Comune un alloggio popolare, si lavano in ufficio, vanno a mangiare alla Caritas o alla mensa dei poveri, cercano lavoretti extra per arrivare a fine mese. Perché lo stipendio se ne va con il mantenimento a favore di ex moglie e figli e magari anche per pagare il mutuo della casa dove non abitano più loro, ma la “ex famiglia”. È la situazione di molti padri separati dell’Imperiese a cui l’amministrazione Scajola in sinergia con l’associazione Papà separati Liguria ha teso una mano.

A settembre aprirà infatti la prima “Casa del papà” della provincia e dell’intera regione. All’interno di una struttura dei Padri Carmelitani, in via Cesare Battisti, l’appartamento si compone di tre camere da letto ciascuna con bagno privato più cucina.

«L’iniziativa è nata dietro un protocollo d’intessa sottoscritto dall’associazione con il Comune – spiega il presidente Mauro Lami –. La casa è aperta a genitori separati o divorziati con documentata situazione di difficoltà abitativa ed economica. Saranno loro a provvedere alla spesa, alle pulizie, al pagamento delle bollette e dell’affitto. Qualora non riuscissero, il Comune gli offrirà un piccolo contribuito. Per aiutarli, come associazione abbiamo aperto anche una raccolta fondi a cui tutti possono partecipare».

Il servizio di accoglienza della Casa del papà di Imperia avrà una durata di sei mesi, prorogabile, e fa parte di un progetto più ampio a cui l’organizzazione presieduta da Lami sta lavorando da diversi tempo. «L’iniziativa – sottolinea – si lega alla “Casa del papà” che abbiamo aperto a Strevi, in provincia di Alessandria, e a quella che apriremo prossimamente a Genova dando nuova vita a un appartamento confiscato alla mafia. I papà separati e divorziati in stato di povertà sono in costante aumento, in liguria come nel resto d’Italia. Basti pensare con solo la nostra associazione ad oggi conta 603 iscritti provenienti dall’intero territorio regionale, con una media di 150-200 nuovi ingressi l’anno. Senza contare il sommerso, ovvero tutti quei casi in cui il papà per paura, orgoglio o scarsa conoscenza continua a restare nella terribile situazione in cui si trova. Ovviamente non sono tutti in gravi difficoltà economiche, seguiamo i casi più diversi, anche quelli dei nonni a cui le nuore non vogliono più far vedere i nipoti».

Una fotografia drammatica quella dei papà separati il cui numero è destinato a crescere. Secondo l’Istat negli ultimi vent’anni solo in Liguria il numero delle rotture coniugali è raddoppiato, passando dalle 200 separazioni per mille matrimoni nel 1995, alle 392,02 nel 2014 (ultimo dato disponibile). Un incremento consistente che consegna alla regione una maglia nera collocandola sul podio della classifica nazionale, seconda solo alla Lombardia.

Al riguardo, in una precedente nota stampa l’assessore ai Servizi Sociali Luca Volpe ha evidenziato: «L’istituzione della Casa del papà è un provvedimento che sta particolarmente a cuore a me e a tutta l’Amministrazione. Quella dei padri separati con gravi difficoltà economiche è una nuova e inarrestabile piaga sociale, che spesso danneggia anche il diritto dei figli ad avere un rapporto stabile coi propri genitori. Crediamo che questo siamo un primo passo nella direzione giusta per garantire un supporto materiale ma anche relazionale a chi si trova a dover affrontare questo tipo di situazioni».

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