Sanremo, doppia interrogazione di Tommasini e Correnti sul Casinò

I consiglieri del Movimento dei 100 chiedono al sindaco spiegazioni su interinali e governance

Sanremo. Che fine faranno gli interinali impiegati nella casa da gioco e cosa ha intenzione di fare il sindaco Biancheri con le nomine per il consiglio di amministrazione della Casinò Spa. Sono questi, in sintesi, i punti al centro della doppia interrogazione presentata dai consiglieri Tommasini e Correnti del Movimento dei 100.

I due consiglieri d’opposizione spiegano nel documento: «Nel 2018 il Casino ha effettuato chiamate per 3.631 giornate che equivalgono a circa 18 unità assunte a tempo pieno (o 36 a part-time), che sono costate circa euro 600.000,00 di cui il 38 percento è il compenso alla Società di somministrazione e lva che l’Azienda non recupera. I contributi relativi ai dipendenti a tempo determinato sono maggiorati rispetto a quelli pagati per i dipendenti a tempo indeterminato (decreto dignità del 2018) in modo proporzionale al tempo di impiego partendo dal più 1,4 percento.

Alla luce di quanto sopra risulta lampante che, non stabilizzando i dipendenti, si procura un danno agli stessi che vivono in uno stato di precariato perenne (si pensi alle difficoltà che incontrano per accedere al credito bancario o a dare garanzie per affittare un alloggio), ma si danneggia anche il conto economico/finanziario della Società, infatti, nell’anno 2018, si potevano risparmiare circa euro 160.000,00 di intermediazione e Iva (oltre al costo della maggiore contribuzione). Si tenga presente per ultimo che la mancata stabilizzazione dei somministrati è correlata ad un piano di impresa che non ha portato i risultati attesi.

La semplice sopravvivenza della Casa da gioco non favorisce sviluppo e prosperità. La ricerca di nuove linee di ricavo favorirebbe l’incremento della base del fatturato e quindi la conseguente possibilità di ampliare il bacino del personale tenendo sempre presente il rapporto tra capitale umano che produce reddito da quello che svolge ruoli amministrativi».