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Questione targhe estere, Parodi (Fai): «Attendiamo di sapere se saranno inserite le modifiche promesse»

«L'emendamento proposto non stravolge il senso della legge ma, mira a risolvere quei casi di uso del mezzo in zone di frontiera»

Ventimiglia. «Da oggi il decreto sicurezza bis discusso in commissione alla Camera. C’è attesa per sapere se saranno inserite le modifiche richieste il decreto sicurezza bis, che scadrà il 13 agosto e dovrà essere inviato anche in Senato per la conversione definitiva in legge: provvedimento atteso si spera di vedere inserite le modifiche promesse sulla questione targhe estere» – scrive Roberto Parodi dei frontalieri autonomi intemeli.

«Il primo decreto sicurezza, varato dal governo a dicembre, ha modificato l’articolo 93 del codice della strada riguardante i veicoli targati stranieri che non possono essere più condotti da residenti in Italia. Le conseguenze per i lavoratori frontalieri e per le imprese Francesi di residenti in Italia sono pesanti. Esempio: nel principato di Monaco non assumono più autisti italiani e chi lavora già è probabile sarà licenziato. Inoltre alcune centinaia di frontalieri hanno il mezzo a disposizione, come contributo spese, utilizzandolo per recarsi al lavoro. Compensazione sul contratto di lavoro e spese di viaggio. Con questo decreto si è sanzionabili fino a 2500 euro di ammenda e il sequestro del mezzo. A tutto questo si aggiunge anche un danno per l’economia locale. Le imprese monegasche non possono più inviare i propri dipendenti italiani a rifornirsi nel nostro territorio. L’emendamento proposto, non stravolge il senso della legge ma, mira a risolvere quei casi di uso del mezzo in zone di frontiera.

Da questo provvedimento sono coinvolti, in particolare modo, tutti coloro che lavorano all’estero e vivono in zone di frontiera compreso i Principati di Monaco, San Marino e Svizzera che non fanno parte dello spazio economico europeo.

Questo è l’emendamento che abbiamo proposto:

“Emendamento decreto sicurezza bis
All’articolo 93 1 ter del cds,
Aggiungere:
Le disposizioni non trovano applicazione ai conducenti residenti da almeno un anno nelle province o compartimenti più vicini degli Stati esteri confinanti e neppure ai conducenti di veicoli intestati a parenti in linea retta o collaterale sino al secondo grado di residenti da almeno un anno nelle province o compartimenti più vicini degli Stati esteri confinanti, limitatamente alle targhe estere rilasciate dalla motorizzazione/ente corrispondente della più prossima provincia o compartimento estero confinante oppure a carte di circolazione che attestino la residenza degli intestatari nelle province o compartimenti di Stati esteri confinanti. La medesima esenzione si applica anche ai Principati di Monaco e San Marino” – conclude Parodi.

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