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Imperia, «Martina morì per sfuggire a uno stupro». Le motivazioni della sentenza foto

La ricostruzione della tragedia della giovane precipitata da un albergo a Palma di Maiorca nel 2011

Imperia. «Martina non si era tolta volontariamente i pantaloncini ed è inverosimile il racconto di Albertoni. Qualcuno deve averle tolto i pantalonicini e poiché nella camera c’erano solo Albertoni e Vanneschi, non possono che essere stati loro. A siffatta violenza Martina Rossi non è rimasta inerme ma ha cercato di reagire con forza graffiando in più punti il collo di  Albertoni».

Sono queste, in sintesi, le motivazioni contenute in 113 pagine della condanna a sei anni a carico di Alessandro Albertoni e Luca Vanneschi per la morte di Martina Rossi, la ragazza ventenne i cui genitori abitano a Imperia precipitata dal terrazzo di un albergo Palma di Maiorca nell’agosto 2011. Albertoni e Vanneschi, entrambi aretini, sono stati condannati per il reato di  morte in conseguenza di altro reato e tentata violenza sessuale.

«Non è verosimile -riassume il collegio –  che a un certo punto Martina sia letteralmente impazzita e che lo abbia aggredito senza alcun motivo dicendo frasi sconclusionate. Ne consegue che Martina ha reagito a un tentativo di violenza nei suoi confronti e tale condotta integra gli estremi del tentativo di violenza sessuale».

Poi Martina scappa e, secondo i giudici, nel tentativo di farlo cade nel vuoto.