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Dall’Accademia di Belle Arti di Brera a Dolceacqua sulle tracce di Monet fotogallery

Sessanta studenti immersi nella suggestiva bellezza del Borgo dei Doria

Dolceacqua. Una scuola d’arte en plein air, sulle tracce dell’impressionista Claude Monet e suI passi degli artisti e intellettuali che tra il Settecento e l’Ottocento viaggiavano in Europa per vedere dal vivo le opere dei grandi autori classici e ispirarsi a quella cultura e civiltà che tanto avevano permeato le grandi menti.

Sessanta giovani studenti, iscritti all’Accademia delle Belle Arti di Brera e all’Accademia di Firenze, hanno partecipato alla terza edizione del workshop ‘Passi sui sassi’ organizzato dal 5 al 9 giugno e dal 12 al 15 giugno da ‘La tour des artistes’, con il fondamentale contributo del presidente Mario ‘Moris’ De Leyva e del vice presidente Rita De Sanctis.
Accompagnati dal professor Angelo Antonio Falmi, che all’Accademia di Brera ha una cattedra di tecniche pittoriche, i sessanta giovani tra i 20 e i 30 anni hanno avuto modo di dipingere Dolceacqua dal vivo, scegliendo il soggetto da ritrarre e la tecnica con cui farlo.
In modo spontaneo e in un certo senso magico, quasi tutti i giovani artisti hanno deciso di dipingere il ponte di Dolceacqua con dietro il castello. Quel “luogo superbo’, dove “vi è un ponte che è un gioiello di leggerezza …” come scrisse Claude Monet alla moglie Alice Hoschedé in una delle tante lettere inviate nel 1884, quando visitò Bordighera e il borgo dei Doria.

«Dopo un concorso legato proprio a Claude Monet e chiamato ‘Luci e Ombre a Dolceacqua, La Tour des Artistes organizza da tre anni un workshop – spiega il professor Falmi – Come Accedemia delle Belle Arti di Brera abbiamo stipulato una convenzione e partecipiamo al laboratorio che si svolge da maggio a giugno, coincidendo così con la fine dell’anno accademico».

E se gli anni scorsi, oltre agli italiani, erano presenti studenti persiani, coreani e romeni, quest’anno la maggioranza dei giovani artisti proviene dalla Cina. Il laboratorio è aperto a tutti: anche a chi, non iscritto a nessuna accademia, volesse immergersi nella pittura.
«E’ un laboratorio a valenza internazionale – aggiunge il docente – Che quest’anno per la prima volta ha coinvolto anche tre studenti dell’Accademia di Belle Arti di Firenze».

«Di fondamentale importanza, per il supporto logistico, è l’agriturismo La Vecchia di Dolceacqua che ringraziamo – dice il professore – Ottimo esempio della sinergia tra la parte culturale e quella ricettiva del posto». Nell’agriturismo, oltre a trovare vitto e alloggio, gli studenti hanno avuto un punto di appoggio per lo svolgimento delle lezioni.

Importante anche la possibilità data ai giovani di incontrare gli artisti del territorio, come Moris De Leyva, che oltre ad essere presidente de ‘La tour des artistes’ è anche un pittore con un suo atelier ai piedi del castello Doria.

In autunno, verrà pubblicato un volume contenente le opere che gli studenti hanno realizzato in questi primi tre anni di laboratori artistici: «Non sarà un catalogo – spiega il professor Falmi – Sarà una sorta di viaggio che racconterà l’incontro tra arte e culture». Perché l’arte, alla fine, è proprio questo: un viaggio che unisce i popoli.

 

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